Riso: +736% le importazioni agevolate dalla Birmania

martedì 28 novembre 2017 di Redazione Giovani Impresa

Lavoratori in un campo di risoLavoratori in un campo di riso

Aumentano le importazioni riso dalla Birmania nonostante le pesanti accuse di genocidio. Nel 2017 in Italia sono aumentati del 736% rispetto all’anno precedente gli arrivi di riso dalla Birmania dove le autorità locali hanno avviato a fine ottobre la raccolta nei campi abbandonati dai musulmani Rohingya in fuga dalla repressione nello stato occidentale del Rakhine e rifugiatisi nel vicino Bangladesh.

E’ quanto emerge da una analisi diColdiretti in occasione della visita del Santo Padre nel sottolineare che le importazioni di riso in Italia dalla Birmania hanno raggiunto addirittura il valore record di 7,3 milioni di chili in soli otto mesi sulla base dei dati Istat.

La raccolta – sottolinea Coldiretti – riguarda poco più di 28 mila ettari a Maungdaw, la zona a maggioranza Rohingya nello stato di Rakhine in Birmania che, nonostante l’accusa di pulizia etnica denunciata dalle Nazioni Unite, gode da parte dell’Unione Europea del sistema tariffario agevolato a dazio zero per i Paesi che operano in regime EBA (tutto tranne le armi). I Rohingya sono una minoranza etnica della Birmania, di religione musulmana, che vive in una situazione di apartheid nella regione del Rakhine, al confine con il Bangladesh. Considerati come immigrati clandestini, infatti, è negata loro la cittadinanza birmana e i loro terreni vengono confiscati mentre la libertà di movimento è limitata per relegarli alla miseria dei loro villaggi.  Molti di loro, inoltre, sono da sempre sottoposti al lavoro forzato, anche nei campi di riso e, dall’inizio della repressione, sono numerose le testimonianze di violenze, addirittura decapitazioni avvenute nei campi di riso secondo fonti giornalistiche internazionali. “Non è accettabile che l’Unione Europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale”, ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore a sostegno di un vero commercio equo e solidale”.

Anche per effetto delle sollecitazioni della Coldiretti il Governo italiano ha inviato a Bruxelles una richiesta di adozione delle misure di salvaguardia europee nei confronti dell’importazione di riso greggio asiatico del tipo indica a dazio zero dai Paesi asiatici EBA (“Tutto tranne le armi”) con nota dei ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, integrata con una lettera indirizzata ai Commissari Federica Mogherini, Cecilia Malmström e Phil Hogan.