Ripristino potenziale produttivo danneggiato da calamità

mercoledì 9 luglio 2014 di Staff Giovani Impresa

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Va incontro alla necessità di coloro che si sono visti danneggiare il potenziale produttivo della propria azienda agricola, la Misura 126 del Psr di fine programmazione 2007/2013. La misura, mediante il ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico, mira infatti a favorire la ripresa e la stabilità occupazionale, oltre che reddituale, del settore agricolo a seguito delle avversità atmosferiche, assimilabili a calamità naturali, che si sono verificate all’inizio dello scorso anno. L’indennità verrà riconosciuta a quelle imprese agricole, iscritte all’anagrafe regionale, colpite da fenomeni franosi conseguenti alle piogge persistenti verificatesi nel periodo 20 gennaio – 5 aprile 2013 situate nei comuni di Caminata, Nibbiano, Bettola, Ferriere, Farini, Gropparello, Lugagnano, Morfasso, Vernasca, Bobbio, Cerignale, Coli, Cortebrugnatella, Ottone, Piozzano, Travo e Zerba e per parte dei comuni di  Ponte dell’olio, Ziano.

Le spese ammissibili riguardano il ripristino delle strutture aziendali, l’acquisto di impianti e attrezzature in sostituzione di quelli danneggiati, l’acquisto di ricoveri temporanei per la prosecuzione dell’attività fino al ripristino/consolidamento dei terreni aziendali  strettamente necessari alla messa in sicurezza degli immobili produttivi oggetto di intervento. Le domande dovranno essere presentate entro il 19 settembre di quest’anno all’amministrazione provinciale utilizzando il cosiddetto SOP, Sistema Operativo Pratiche. Sono eleggibili le spese per il ripristino sostenute successivamente alla data del 20 gennaio 2013. L’intensità dell’aiuto è fissata nella percentuale dell’80% e ciascuna impresa può presentare un’unica domanda, per la quale è fissato un limite minimo di spesa ammissibile pari a 10.000 Euro.

“Le piogge dello scorso anno, afferma Luca Piacenza – vice direttore Coldiretti Piacenza – hanno messo a dura prova anche l’agricoltura della nostra provincia, distruggendo parte della produzione e, in alcuni casi, compromettendo quella dell’anno seguente, creando al contempo parecchie problematiche alle nostre montagne anche dal punto di vista idrogeologico. Positiva dunque la misura, un segnale importante di supporto ai danni strutturali e fondiari che abbiamo subito.”