Premio all’innovazione: ecco i giovani vincitori del Lazio

lunedì 25 giugno 2018 di Redazione Giovani Impresa

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Al via le finali regionali del premio per l’innovazione, promosso da Coldiretti, rivolto ai giovani imprenditori che hanno scelto per il proprio futuro l’Agricoltura, contribuendo a valorizzarla con tante idee innovative.

Al mercato di Campagna Amica del Circo Massimo si sono svolte le prime finali regionali con protagoniste le aziende agricole del Lazio.  Sei le categorie in gara, scopriamo insieme i nominativi dei giovani agricoltori che si sono aggiudicati l’ambito premio.

Tecnologia, innovazione, comunicazione, sono le parole chiave della categoria IMPRESA 3.TERRA, rivolta a premiare le idee che hanno creato una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana. Ad aggiudicarsi il premio è stata Giorgia Pontetti dell’azienda Ferrari Farm che coltiva frutta, verdura ed erbe aromatiche in pieno campo e in serre idroponiche sterili, ermetiche e computerizzate di nuovissima generazione che danno prodotti di alta qualità senza metalli pesanti, coltivati senza trattamenti fitosanitari. La grande competenza in innovazione ha permesso a Ferrari Farm di fornire alla NASA la salsiccia “Sarcollis Gustatio” prodotta in accordo con l’antica ricetta del Cicolano, facendola degustare ai 12 astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Alla promozione del territorio è rivolta la categoria CAMPAGNA AMICA che premia quei progetti che valorizzano i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale. Il premio è andato a Camilla Petrucci che ha ampliato l’offerta dell’omonima azienda ideando tre creme (cacao, nocciola e pistacchio) senza emulsionanti, conservanti ed OGM, sostituendo gli insostenibili oli di palma e cocco, con l’olio Sabina DOP.

SOSTENIBILITA’ ambientale è la parola d’ordine di quei progetti che promuovono un modello di sviluppo sostenibile riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. È stato il giovane imprenditore agricole Denis Carnello a vincere l’Oscar Green regionale in questa categoria grazie al sistema per la potatura delle piante d’alto fusto con il metodo Tree Climbing che permette di lavorare su qualsiasi pianta, senza utilizzo di mezzi. Zero emissioni di co2 in fase di potatura, riutilizzo dei rifiuti in azienda, riduzione dei trasporti, miglioramento del patrimonio arboreo urbano rendono il progetto altamente sostenibile sia a livello economico che ambientale.

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito all’affermazione di un modello agricolo attento agli aspetti sociali. NOI PER IL SOCIALE è la categoria che premia i progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale. A vincere l’Oscar è stata Antonia Ferrante, esperta di processi di formazione, che ha trasformato l’agriturismo «Il boschetto di Corbezzoli» in un luogo dove puntare sull’integrazione di persone soggette a disagio sociale e psichico. Un lungo percorso che vede anche il coinvolgimento della ASL di Viterbo volto a far crescere nei ragazzi che ci lavorano la giusta autostima per muoversi autonomamente nel mondo.

La crisi economica e la concorrenza sempre più agguerrita, generata da una maggiore apertura dei mercati, ha reso necessario puntare su prodotti e processi innovativi in grado di aiutare l’azienda a produrre meglio. L’idea è il motore di nuova categoria CREATIVITA’ che vuole premiare la creatività di idea, di prodotto e di metodo.  Ad aggiudicarsi il premio è stato Claudio Lorenzini con un progetto basato su birre innovative: senza glutine, bio, prodotte con il pane di recupero. Un progetto che si basa sulla sostenibilità: consumo di energia 100% rinnovabile e riutilizzo delle risorse impiegate nel processo produttivo cedendo le trebbie a un’azienda agricola locale che le utilizza nella preparazione del pasto dei bovini.

Ultima ma non per importanza, la categoria FARE RETE che unisce quei modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale. Il riconoscimento è andato Luca Mancini che ha avuto il merito di riscoprire un prodotto: la canapa, coltivazione tradizionale in Italia fino agli anni 40. Del prodotto consegnato non si butta nulla, estraendone l’olio, ricavando la farina dal panello rimanente e facendo essiccare il canapulo (parte interna dello stelo) che risulta un ottimo coibentante utilizzabile nella bioedilizia e un sostituto del sughero.