Pioggia: le basse precipitazioni causa di aumento dello smog

giovedì 26 ottobre 2017 di Redazione Giovani Impresa

Smog ai limiti per scarsa pioggiaSmog ai limiti per scarsa pioggia

Pioggia praticamente dimezzata a livello nazionale (-47%) con una punta del 54% al nord e il caldo fanno scattare un nuovo allarme smog nelle città e quello per la siccità nelle campagne. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi ai primi venti giorni di ottobre particolarmente caldo e asciutto.

I livelli delle polveri sottili, causati dalla scarsa pioggia, sono nuovamente tornati oltre la soglia limite per la salute umana in molte città del nord dove, a causa dell’alta pressione, si superano i 50 microgrammi per metro cubo. Si tratta – sottolinea Coldiretti – dell’ultima anomalia del clima pazzo che ha segnato tutto il 2017 durante il quale si sono registrate temperature più alte e precipitazioni nettamente inferiori alla media in tutti i mesi dell’anno, fatta eccezione di settembre.

Il 2017 – precisa Coldiretti – si appresta dunque a diventare uno degli anni più caldi e siccitosi da quanto sono iniziate le rilevazioni in Italia. Il risultato – sostiene Coldiretti – è un autunno del tutto anomalo con le raccolte dei prodotti tipici di stagione, dai tartufi ai funghi, ridotte al minimo, laghi di montagna asciutti mentre con il caldo resistono le zanzare che continuano ancora a pungere e si moltiplicano anche gli insetti dannosi per le piante con una vera invasione biblica della “cimice marmorata asiatica” originaria dalla Cina che si insedia per svernare nelle case in città ma sta anche distruggendo i raccolti nei frutteti, negli orti comprese le grandi coltivazioni di soia e di mais.

Se in campagna colpisce la siccità, l’alta pressione nelle città aggrava l’emergenza smog provocata dal traffico con l’innalzamento del livello di polvere sottili oltre i limiti che in molte città hanno portato a misure di restrizione della circolazione. Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze ma – chiede Coldiretti – bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog nelle città. Le piante – sottolinea Coldiretti – concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone nelle città capoluogo di appena 31,1 metri quadrati di verde urbano. Per questo sono importanti– precisa Coldiretti – le misure di defiscalizzazione del 36% degli interventi su giardini e aree verdi private introdotte dall’ultima manovra. Una pianta adulta – conclude Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili con un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.