Ogm: otto italiani su dieci si oppongono al biotech nei campi

mercoledì 13 settembre 2017 di Staff Giovani Impresa

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Quasi 8 cittadini su 10 (76%) si oppongono oggi al biotech nei campi che in Italia sono giustamente vietati in forma strutturale dalla nuova normativa. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione della sentenza emessa dalla Corte di Giustizia Europea sul caso di un agricoltore del 2014 che si riferisce ad un quadro normativo ormai passato e del tutto superato. L’Italia è infatti tra la maggioranza dei Paesi membri dell’Unione che ha scelto di vietare la semina di Ogm sulla base della direttiva Ue approvata nel 2015.

“Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. L’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea.

“Vorrei ricordare che l’Italia sta cercando di sviluppare modelli agricoli diversi, molto incentrati sulla sostenibilità soprattutto ambientale – ha affermato Maria Letizia Gardoni, Presidente dei Giovani di Coldiretti –  tant’è che il nostro, è il primo Paese in Europa per produttori biologici. Coldiretti è contraria agli Ogm in Italia non per credenze che possono creare allarmismo, ma perché si basa su dei fatti concreti. L’Ogm è nato come un “miracolo” che si sta rivelando un falso mito; era stato creato per superare la malnutrizione nel mondo, quando invece la malnutrizione nel mondo sta aumentando; l’ogm era stato anche creato per produrre più cibo in relazione all’aumento demografico, ma oggi produciamo cibo per 10 miliardi di persone (più di quelle che in realtà siamo), sprecando ben 1/3 di ciò che viene prodotto. La coltivazione Ogm porta alla morte della biodiversità, mentre la forza del Made in Italy agroalimentare non è l’omologazione, ma proprio la diversità”.