Natale: gli italiani passeranno in media 3,5 ore ai fornelli

mercoledì 17 dicembre 2014 di Staff Giovani Impresa

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Gli italiani trascorreranno quest’anno 3,5 ore in media per la preparazione del pasto principale del Natale, con uno storico ritorno del fai-da-te casalingo che non si registrava dal dopoguerra. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Ixè  Il Natale sulle tavole degli italiani, presentata all’Assemblea Nazionale, dalla quale si evidenza che l’enogastronomia quest’anno è vincente in tutte le forme, dall’acquisto dei prodotti agli strumenti per la preparazione casalinga fai-da-te dei cibi, fino ai libri di cucina con le raccolte di ricette che dal 2008 a oggi sono cresciute del 70% e le copie stampate sono passate dai 2 milioni e mezzo all’inizio della crisi economica, alle attuali 4 milioni e 200 mila.

A cambiare sono anche le tavole con un aumento del 6% di uva e lenticchie chiamate a portar fortuna contro la crisi, ma in generale sono i tutti prodotti tradizionali del Made in Italy a crescere sulle tavole degli italiani, mentre calano le mode esterofile del passato.
Il panettone consumato dall’89% degli italiani vince la tradizionale sfida con il pandoro scelto solo dal 77% mentre non c’è partita nelle bollicine con l’89% degli italiani che brinderanno a spumante e solo il 14% con lo champagne.
Una tendenza che si sta consolidando anche all’estero dove, con un aumento del 22% nelle bottiglie spedite, lo spumante italiano conquista le tavole nel mondo con il record storico nelle esportazioni, sulla base dei dati Istat sul commercio estero nei primi 8 mesi del 2014. Non sono mai state richieste così tante bollicine italiane come quest’anno, e il risultato è che il 2014 si chiuderà con la spedizione all’estero di poco meno di 300 milioni di bottiglie.

Dopo spumante e panettone, sul podio dei prodotti irrinunciabili delle feste di fine anno sale sorprendentemente il cotechino o lo zampone che viene gustato a tavola da quasi 3 italiani su 4 (73%) spesso in accoppiata con le lenticchie (78%). Il segno di una maggiore attenzione all’economia nazionale e alla sobrietà dei comportamenti viene anche dal fatto che le ostriche rimangono un must per appena il 9% degli italiani, mentre l’8% non rinuncia al caviale. In forte crescita del 9% è il menù a km0 con i prodotti locali e di stagione che sarà servito al 43% degli italiani anche per aiutare il territorio e l’economia. La tendenza a privilegiare un menù più nostrano, spinge gli acquisti nei mercatini che durante le feste sono frequentati da più della metà degli italiani (53%), secondo l’ analisi Coldiretti/Ixè.
Ad essere preferiti negli acquisti al mercatino sono proprio per il 59% degli italiani i prodotti enogastronomici. La migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari in vendita nei mercati è quella della presenza personale del produttore agricolo che può offrire informazione diretta sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati.

Per il cibo e le bevande  si registra infatti una tendenza al ritorno al contatto fisico con il produttore magari con acquisti direttamente in azienda o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo. Una garanzia di genuinità, convenienza e in molti casi è anche possibile prepararsi o farsi preparare i tipici cesti natalizi con prodotti inimitabili caratteristici del territorio a km0.  L’acquisto diretto dal produttore garantisce il miglior rapporto prezzo/qualità, con il taglio delle intermediazioni, ma è anche la garanzia del legame con il territorio”, afferma Roberto Moncalvo nel sottolineare che “grazie alla Fondazione Campagna Amica si contano quasi diecimila punti di vendita diretta dei produttori agricoli su tutto il territorio nazionale”.