Mondiali 2014, sconfitta dell’Italia costa cara da PIL a occupazione

mercoledì 25 giugno 2014 di Staff Giovani Impresa

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La deludente performance della Nazionale Azzurra, che contro l’Uruguay ha perso la possibilità di proseguire i Mondiali 2014, non solo ha avuto ripercussioni a livello sportivo, con le dimissioni irrevocabili del CT Prandelli e del  presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, ma costerà cara al Paese in termini di immagine del Made in Italy sui mercati internazionali e anche a livello economico tra mancati introiti, occasioni di crescita perse e incassi sfumati con effetti sulla crescita del Pil e sui livelli di disoccupazione. Ad affermarlo è un’analisi della Coldiretti che ha già fatto i conti degli effetti dell’ eliminazione dell’Italia, subito dopo la bruciante sconfitta contro l’Uruguay. Il ritorno anticipato a casa, la pessima performance di Balotelli e compagni, hanno tolto un’importante chance per le imprese nazionali che si confrontano quotidianamente sui mercati esteri, dove la spinta favorevole sulla domanda di prodotti nazionali deve essere colta per valorizzare le qualità offerte dal sistema economico.

Per capire bene di cosa si sta parlando, basta  semplicemente fare il confronto con la vittoria mondiale dell’Italia, nel 2006 in Germania. L’anno successivo al trionfo azzurro  l’economia nazionale è cresciuta in modo sostenuto con un aumento record del 4,1% del Pil a valori correnti, mentre il numero di disoccupati è diminuito del 10%. Nel 2007 – sempre secondo le stime Coldiretti – si è anche verificato un incremento delle vendite nazionali all’estero del 10% e a beneficiarne maggiormente sono stati i prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo, come i prodotti artistici e culturali, che hanno fatto registrare un aumento record del 30%, le automobili che sono cresciute del 16% così come i macchinari, i cibi e le bevande con una performance positiva del 9%, oltre a scarpe e articoli in cuoio (+6%).  Va registrato, infine, un aumento 2,36 milioni di stranieri che sono venuti in Italia in vacanza nell’anno successivo la memorabile vittoria, il che significa in termini percentuali un +3,5%