Maltempo: salgono a mezzo miliardo i danni per anomalie climatiche

Maltempo: salgono a mezzo miliardo i danni per anomalie climatiche

lunedì 23 luglio 2018 di Redazione Giovani Impresa

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Maltempo, una estate intervallata da nubifragi, bombe d’acqua, trombe d’aria e grandinate che nel fine settimana, dopo un periodo di caldo torrido, si sono abbattuti a macchia di leopardo sul territorio nazionale con campi di mais distrutti, vigneti danneggiati, piante da frutto divelte, verdure e ortaggi perduti, serre crollate, campi allagati e tetti scoperchiati. Gli effetti dell’ultima ondata di maltempo in questa fase stagionale ha rovinato le produzioni al momento del raccolto vanificando un intero anno di lavoro nelle aziende e facendo salire ad oltre il mezzo miliardo le perdite subite dalle campagne dall’inizio dell’anno per effetto delle anomalie climatiche. E’ quanto stima Coldiretti nel sottolineare che l’estate è iniziata in Italia con la caduta del 124% di pioggia in più a giugno rispetto alla media storica sulla base dei dati Isac Cnr.

In Emilia Romagna nella bassa imolese (Sesto Imolese e Spazzate Sassatelli) e nei comuni di Molinella e Medicina (frazione Sant’Antonio) si contano ingenti danni alle colture agricole per una bomba d’acqua che ha colpito vigneti, colture da seme non ancora raccolte (barbabietola in particolare), il mais in fase di maturazione ma anche le colture specializzate di questa zona come le patate (qui di coltiva la patata Dop di Bologna) e le cipolle, che in questo periodo sono in fase di raccolta. In Piemonte il maltempo si è abbattuto su vigneti, noccioleti e campi di cereali in provincia di Asti mentre in Lombardia la grandine è caduta in provincia di Brescia causando danni alle colture in campo come il mais ma anche alle serre che sono state completamente inondate con zucchine, angurie e alle insalate perdute. Mais e soia distrutti e danni anche su pomodori e riso in provincia di Monza e in quella di Milano dove una tromba d’aria con grandine ha colpito la zona di Carpiano scoperchiando tetti.

Sono gli effetti dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con una tendenza alla tropicalizzazione e la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. In questa fase stagionale è la grandine l’evento più grave per gli agricoltori perché causa danni irreversibili e provoca la perdita dell’intero raccolto dopo un anno di lavoro. Le anomalie climatiche sono evidenti anche dalle temperature con il 2018 che si classifica fino ad ora in Italia al terzo posto degli anni più bollenti dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,40 gradi rispetto alla media storica.