Maltempo: allarme grandine su frutta e verdura

lunedì 29 ottobre 2018 di Redazione Giovani Impresa

Maltempo: a rischio frutta e verduraMaltempo: a rischio frutta e verdura

Stato di calamità per l’agricoltura con ulivi secolari sradicati, coltivazioni distrutte, campi allagati, muri crollati, trombe d’aria e grandine su aziende, serre e stalle con animali sfollati e mandrie isolate. È quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti sugli effetti della violenta ondata di maltempo che sta colpendo l’Italia da nord a sud, dalla Sardegna alla Puglia, dalla Liguria al Veneto, dalla Toscana alla Sardegna, dalla Lombardia alla Calabria. Nei territori colpiti è necessario attivare subito la procedura per la verifica dei danni e la richiesta dello stato di calamità.

La Sardegna è stata colpita da una tempesta di ghiaccio e vento con l’Oristanese, il Marghine e Alghero che sono le zone maggiormente colpite, con problemi anche nel Sulcis. La grandine ha raso al suolo le campagne della Riviera del Corallo danneggiando ortaggi e olive in piena raccolta ma gravi danni si registrano su serre e strutture. Una tromba d’aria con grandine si è abbattuta nel Marghine, in particolare nella striscia Sindia, Macomer, Bortigali, alto oristanese e Sinis ma anche nel Sulcis, ed in particolare nei Comuni di Narcao e Masainas con alberi secolari sradicati, stalle scoperchiate, grossi fori nelle coperture, mezzi danneggiati. La pioggia – precisa la Coldiretti – sta rovinando le provviste di fieno per l’inverno.

In Puglia una violenta tromba d’aria in soli 15 minuti si è mossa da Manduria e Martina Franca fino a colpire gran parte della provincia di Brindisi, distruggendo strutture, pergolati e muretti, sradicando gli ulivi secolari e non, in alcuni casi aperti a metà, spazzando via le olive. Un disastro naturale di dimensioni incalcolabili che ha colpito principalmente Apani, Brindisi, Latiano, Oria, Francavilla e Torre Santa Susanna.

Inoltre in Lombardia consegne di latte e rifornimenti di foraggio a rischio per una decina di aziende agricole nella Bergamasca dove, a causa della pioggia battente, a Vilminore in Val di Scalve è franata una strada. Sempre nella Bergamasca, in Valle Brembana sul territorio di Oltre il colle si segnalano problemi di erosione alle strade di campagna. Nel Cremonese, infine, osservati speciali i fiumi dal Po fino al Serio che è già esondato nelle scorse ore allagando i campi tra Mozzanica e Sergnano. Occhi puntati anche sull’Oglio, in particolare nella zona di Castelvisconti, e sull’Adda nell’area di Pizzighettone.

In Veneto nel Bellunese sono isolate intere valli e vicino a Cortina gli agriturismi hanno gli accessi chiusi così come molte aziende agricole con stalle e animali da governare. A Ponte di Piave in provincia di Treviso ci sono vigneti sott’acqua, mentre nel Vicentino esondano i torrenti e gli agricoltori sorvegliano gli argini con la Protezione Civile.  Preoccupa il Brenta ingrossato che preme sul ponte di Bassano, la situazione è monitorata costantemente anche su la Piave che fa presagire uno scenario da grande “alluvione del 1966”. Evacuati anche alcuni paesi di montagna come Perarolo di Cadore nel Bellunese.

In Toscana una tromba d’aria si è abbattuta sulla zona tra Orciano pisano e Rosignano Marittimo scoperchiando un capannone agricolo per il ricovero di mucche e vitelli. Per fortuna gli animali sono stati portati in salvo. Il vento impetuoso non ha risparmiato le abitazioni rurali a Leciaglia e Chiappino nel livornese e i tetti hanno subito pesanti danni con tegole volate via. La tromba d’aria ha creato danni anche nella zona di Santa Luce e Cecina. Disagi anche nel grossetano con gli alberi che cadendo sotto i colpi del vento hanno interessato le linee elettriche lasciando Gavorrano e dintorni al buio. Anche la Lunigiana registra danni per frane e smottamenti che hanno isolato alcuni centri abitati.

In Calabria nell’area jonica cosentina sono esondati diversi torrenti allagando campi e serre affogando le piantine orticole appena messe a dimora da poche settimane, in provincia di Reggio Calabria frane e smottamenti hanno isolato strade di campagna e provinciali, mentre nell’alto Jonio Crotonese ci sono campi di ortaggi totalmente allagati, oliveti ed agrumeti isolarti e allagati. In Toscana a Rosignano Marittimo in provincia di Livorno un capannone agricolo per il ricovero di mucche e vitelli è crollato a causa di una tromba d’aria e gli animali sono stati sfollati. Danneggiate anche le coperture di alcune abitazioni rurali

Il maltempo si abbatte sull’Italia in un autunno secco in cui a settembre sono cadute addirittura il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con i terreni secchi che amplificano il rischio idrogeologico. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr sugli effetti della nuova perturbazione con l’allerta della protezione civile dal Lazio alla Toscana, dal Piemonte al Veneto.

A preoccupare sono gli effetti sulle coltivazioni agricole nelle campagne dove si sta per concludere la vendemmia ed è in pieno svolgimento la raccolta delle olive, dopo che dall’inizio dell’anno si contano perdite superiori ai 600 milioni di euro a causa degli eventi estremi. È allarme nelle campagne per l’arrivo di nubifragi con grandine che è la più temuta in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni di frutta e verdura nei campi.

Nelle zone interessate dal maltempo sono particolarmente concentrate le coltivazioni di frutta, dai kaki ai kiwi fino alle ultime mele prossime alla raccolta e sono state stese a protezione le reti antigrandine che tuttavia non sono ancora sufficientemente diffuse. L’andamento climatico del 2018 è stato infatti segnato da una temperatura mai così elevata dal 1800 con valori superiori di 1,53 gradi la media storica nei primi nove mesi secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr ma anche da violente manifestazioni temporalesche che a macchia di leopardo hanno colpito la Penisola.

I cambiamenti climatici si abbattono su un territorio già fragile con la presenza in Italia di 7275 comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale ma la percentuale sale al 100% per Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria e tra il 90% e il 100% in Abruzzo, Lazio, Piemonte, Campania, Sicilia e in Provincia di Trento. L’andamento anomalo di quest’anno conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo.