Made in Italy: Tesco e Carrefour adottano etichetta a semaforo

lunedì 2 luglio 2018 di Redazione Giovani Impresa

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Un’alleanza pericolosa quella della grande distribuzione commerciale in Gran Bretagna e in Francia che hanno adottato l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti bocciando ingiustamente e senza ragione quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop).

E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sui rischi dell’alleanza franco-inglese annunciata dal distributore francese Carrefour e la maggiore catena di supermercati del Regno Unito, Tesco, per una partnership strategica sugli acquisti congiunti di prodotti per i propri marchi (private label). “L’alleanza non solo aumenta pericolosamente lo squilibrio di potere contrattuale tra pochi grandi gruppi della grande distribuzione commerciale e le imprese agricole, ma rischia di consolidare in Europa un sistema di etichettatura, fuorviante discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”, ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare “le distorsioni provocate dal sistema di informazione visiva che è stato adottato con formule diverse in Gran Bretagna e Francia”.

Per l’Italia ad essere bocciati dal semaforo rosso inglese ci sono tra gli altri le prime tre specialità Dop Made in Italy più vendute in Italia e all’estero come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma, ma si arriva addirittura a colpire anche l’extravergine di oliva, considerato un elisir di lunga vita e il simbolo della dieta mediterranea. Si invita di fatto a non consumare alimenti con secoli di storia mentre al contrario viene dato il via libera, con il semaforo verde, a bevande artificiali edulcorate delle quali non è nota neppure la ricetta completa.

“Con l’inganno delle etichette a semaforo – ha continuato Moncalvo – si rischia di sostenere, attraverso un approccio semplicistico, modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo, non solo la salute dei cittadini italiani ed europei ma anche un sistema produttivo di qualità che si è affermato pure grazie ai riconoscimenti dell’Unione Europea. In gioco per l’Italia – ha precisato – c’è la leadership italiana in Europa nelle produzioni di qualità con 293 riconoscimenti di prodotti a denominazione (Dop/Igp).

Il bisogno di informazioni del consumatore sui contenuti nutrizionali deve essere soddisfatto nella maniera più completa e dettagliata, ma anche con chiarezza, a partire dalla necessità di adoperare segnali univoci e inequivocabili per certificare le informazioni più rilevanti per i cittadini mentre sistemi come il “traffic light” inglese e il “nutriscore” francese non informano, ma cercano di condizionare in modo fuorviante se non ingannevole la scelta del consumatore.

L’etichetta a semaforo inglese indica con i bollini rosso, giallo o verde il contenuto di nutrienti critici per la salute come grassi, sali e zuccheri, ma non basandosi sulle quantità effettivamente consumate, bensì solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, porta a conclusioni fuorvianti come il ‘Nutri-score’ francese che classifica gli alimenti con cinque colori secondo il loro contenuto di ingredienti considerati “cattivi”’ (grassi, zuccheri), ma anche buoni” (fibre, frutta, verdura).