Made in Italy: i NAS al lavoro sul sequestro di cibi adulterati

martedì 10 giugno 2014 di Staff Giovani Impresa

alimenti-adulterati

“Il flusso ininterrotto di prodotti agricoli che ogni giorno dall’estero attraversano le frontiere, serve a riempire barattoli, scatole e bottiglie da vendere sul mercato come Made in Italy. Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia, all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. In un momento difficile per l’economia, dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e lo stop al segreto sui flussi commerciali, con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero è un primo passo che va completato con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”.

Le parole del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo sottolineano nuovamente il grave problema degli alimenti importati in Italia che sono adulterati, contraffatti o falsificati. In occasione del bicentenario dell’Arma dei Carabinieri, Coldiretti ha voluto esprimere soddisfazione per il lavoro svolto in maniera egregia dai Nas – Nuclei Anti Sofisticazione che dall’inizio della crisi ad oggi hanno sequestrato il +248% di cibi e bevande considerati tarocchi. Nello specifico, Coldiretti spiega che nel 2013 in Italia sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore complessivo di 441 milioni di euro,  soprattutto con riferimento a prodotti base dell’alimentazione come la carne (25 %), farine pane e pasta (15%), latte e derivati (9%), vino ed alcolici (7%), ma anche in misura rilevante alla ristorazione (18%) , dove per risparmiare si diffonde purtroppo l’utilizzo di ingredienti low cost che spesso nascondono frodi e adulterazioni.

E proprio gli alimenti contraffatti non rappresentano solo un danno per l’immagine del Made in Italy, ma anche e soprattutto per la salute di ignari consumatori, dal momento che sono state scoperte truffe come la  carne trattata con ione solfito per renderla rossa  e sanguinolenta, oppure  l’olio extravergine sostituito con quello di soia o colorato per farlo apparire più verde, fino al pesce marcio trattato con un additivo per farlo sembrare fresco. In questo senso gli ottimi risultati dell’attività dei Nas confermano l’efficacia del sistema di controlli in Italia contro un crimine particolarmente odioso perché, come ribadito da Coldiretti, si fonda sull’inganno e colpisce chi, proprio a causa della crisi, è costretto ad acquistare prodotti qualitativamente non sempre garantiti, che nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi che necessitano di una maggiore trasparenza.

Il rapporto dei Nas mette anche in guardia rispetto alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Proprio per contrastare questi fenomeni la Coldiretti ha promosso la Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare  con il procuratore Giancarlo Caselli alla guida il Comitato Scientifico della Fondazione, mentre il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ne è il presidente.