Made in Italy, con la Piadina e la Salama salgono a 268 i prodotti Igp

mercoledì 5 novembre 2014 di Staff Giovani Impresa

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Con il riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta alla Piadina Romagnola e alla Salama da sugo l’Italia consolida la sua leadership europea nel campo delle produzioni agroalimentari tutelate dall’Unione europea, salendo a quota 268 e distaccando la Francia e la Spagna, che ne hanno 217 e 179.
E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del riconoscimento dell’Igp per i due prodotti emiliano romagnoli, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Una leadership ulteriormente confermata dal fatto che il fatturato al consumo realizzato in Italia e all’estero dai prodotti italiani di qualità protetti dal riconoscimento comunitario (Dop/Igp), ha superato quota 13 miliardi di euro.

La Piadina Romagnola Igp è uno dei simboli della Romagna, tanto che fu il poeta Giovanni Pascoli  a ufficializzare il termine piada, definendola alimento antico quasi quanto l’uomo e pane nazionale dei Romagnoli. Il disciplinare di produzione differenzia le diverse tipologie di piadina romagnola, disponendo un’etichettatura specifica per quella alla riminese, più sottile e larga, e concedendo un’ulteriore riconoscibilità alla piadina romagnola ottenuta con processi per la maggior parte manuali, tipica dei chioschi.
Gli ingredienti per tutte le tipologie sono comunque gli stessi: farina, acqua, sale, grassi, lievito. Non è consentito l’uso di conservanti, aromi e altri additivi. Identica anche l’area di produzione che corrisponde al territorio delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e, in parte, di Bologna.

La Salama da Sugo è, invece, un salume, tipicamente ferrarese la cui caratteristica  forma a melone con divisione in 6/8 spicchi e strozzatura mediana, risale al periodo estense. Composto da una miscela di carni di maiale aromatizzate e insaccate nella vescica naturale del suino, previo asciugamento e stagionatura, è venduto come prodotto crudo o come prodotto cotto pronto per il consumo. L’odore e il gusto caratterizzati da una vasta gamma di composti aromatici, derivano dall’utilizzo originale di vino e spezie, nonchè da una stagionatura condotta in specifiche condizioni ambientali. Il sugo che trasuda dalla vescica durante la cottura è il risultato di una percentuale di vino o liquori non evaporati, aromatizzati dalla presenza delle spezie. La zona di lavorazione, condizionamento e confezionamento coincide con quasi tutta la provincia di Ferrara.

Con i due riconoscimenti, i prodotti a indicazione d’origine protetta (Igp) diventano 105, cui vanno aggiunti i 161 prodotti a denominazione di origine protetta (Dop) e le due specialità tradizionali garantite (Stg).
Sono gli ortofrutticoli la categoria più numerosa, con 103 Dop/Igp, seguita da:

  • formaggi con 49 prodotti
  • oli d’oliva con 43 prodotti
  • prodotti a base di carne con 38.

Sono tutelati dall’elenco, inoltre:

  • 9 prodotti della panetteria e della pasticceria
  • 5 spezie o essenze
  • 5 pesci, molluschi, crostacei e prodotti derivati
  • 4 carni e frattaglie fresche
  • 3 aceti
  • 3 mieli
  • 2 paste alimentari.

La metà del fatturato complessivo, viene in realtà realizzata da tre prodotti: il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. A frenare lo slancio offerto da questi gioielli del Made in Italy è certamente l’ italian sounding che nell’alimentare fattura oltre 60 miliardi di euro, quasi il doppio del valore delle nostre esportazioni agroalimentari e che colpisce pesantemente i formaggi e i prosciutti ingannando i consumatori con nomi, immagini, colori che richiamano all’italianità, senza avere nessun legame con la realtà produttiva nazionale.

Credits: consorziopiadinaromagnola