Made in Italy, birra: è boom di quelle artigianali

lunedì 22 febbraio 2016 di Staff Giovani Impresa

La birra made in italy "vola" all'estero con l'exportLa birra made in italy "vola" all'estero con l'export

Con un balzo record del 6%, sono stati gli acquisti di birra a far registrare il maggiore incremento nella spesa degli italiani in bevande alcoliche nel 2015, anche per effetto della nuova offerta di birre artigianali Made in Italy che stanno rivoluzionando il mercato. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Ismea divulgato in occasione di Beer Attraction, l’appuntamento dedicato a specialità birrarie, birre artigianali, tecnologie, attrezzature e materie prime aperto alla Fiera di Rimini. Accanto alla possibile nascita del nuovo colosso, che produrrà 1/3 dei boccali bevuti ogni giorno nel mondo, grazie all’accordo fra la SabMiller e Inbev che farà volar in Giappone il marchio nazionale storico Peroni, si assiste in Italia al boom dei microbirrifici artigianali, che dieci anni fa erano poco più di una trentina ed ora sono circa un migliaio per una produzione stimata in 45 milioni di litri.

La nuova produzione artigianale Made in Italy è molto diversificata con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo, di colore giallo paglierino, ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso. Numerose sono le iniziative progettuali agricole che si basano sull’impiego dell’orzo aziendale in un contesto produttivo a ciclo chiuso, garantito dallo stesso agricoltore.
Un’ offerta appetibile per gli oltre 30 milioni di appassionati consumatori di birra presenti in Italia per un consumo procapite annuo di 29 litri, con ampie possibilità di crescita rispetto a Paesi come la Repubblica Ceca con 144 litri pro capite, l’Austria 107,8, la Germania 105, l’Irlanda 85,6, il Lussemburgo 85 o la Spagna 82.

La birra italiana vola anche all’estero con le esportazioni che sono praticamente triplicate negli ultimi dieci anni, dalla Gran Bretagna alla Germania. Oltre a contribuire all’economia la birra artigianale rappresenta anche una forte spinta all’occupazione, soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore, con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell’origine a Km 0, al legame diretto con le aziende agricole, ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica. A sostenere la produzione italiana di birra ci sono le coltivazioni nazionale di orzo, con una produzione di circa 860.000 tonnellate nel 2014 su una superficie complessiva investita di circa 226.000 ettari. Per quanto concerne la produzione di birra, la filiera cerealicola (unitamente al Ministero delle Politiche Agricole) ipotizzano un impegno annuo di granella di orzo pari a circa 90.000 tonnellate.