Italian food: record storico nel commercio estero con+9.1%

martedì 17 ottobre 2017 di Redazione Giovani Impresa

Cesto di prodotti Italian foodCesto di prodotti Italian food

Italian food sbanca all’estero facendo registrare al Made in Italy un record storico nelle esportazioni che crescono del +9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sui dati Istat relativi a commercio estero di agosto 2017 dopo che nel 2016 l’agroalimentare aveva già raggiunto il massimo storico di 38,4 miliardi.

Se il trend dei primi otto mesi del 2017 (+7,5%) sarà mantenuto, a fine anno – sottolinea Coldiretti – saranno superati per la prima volta nella storia i 40 miliardi di euro di export agroalimentare Made in Italy. Il balzo ad agosto si è verificato – precisa la Coldiretti – sia nei Paesi dell’Unione (+9,5%) che in quelli fuori dell’Europa dove ha messo a segno un incoraggiante +8,6%. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentare – precisa la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea. Fuori dai confini dell’Unione, gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale mercato dell’italian food e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna.

Il prodotto agroalimentare italiano più esportato all’estero – continua Coldiretti – è il vino seguito dall’ortofrutta fresca.

L’andamento dell’ Italian food sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

All’estero – precisa Coldiretti – sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati – conclude Coldiretti – ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele che spesso “clonati”, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve.

A preoccupare sono anche gli effetti del Trattato di libero scambio con il  Canada (CETA) in corso di ratifica in Italia in cui per la prima volta nella storia l’Unione Europea si legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano più esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici dell’ Italian food non è solo un danno sul mercato canadese ma – conclude la Coldiretti – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni ai concorrenti più insidiosi delle specialità Made in Italy all’estero.