Inflazione, i prezzi crollano in campagna ma, aumentano sugli scaffali

Inflazione, i prezzi crollano in campagna, ma aumentano sugli scaffali

sabato 2 luglio 2016 di Redazione Giovani Impresa

Aumentano i prezzi nel carrello della spesaAumentano i prezzi nel carrello della spesa

Con l’inflazione, i prezzi nelle campagne italiane stanno registrando un crollo che va dal -18 % per il grano duro al -19 % dei cetrioli, fino al – 24% per il latte, solo per fare qualche esempio. E’ quanto emerge da una recente analisi fatta in occasione della diffusione dei dati Istat su inflazione a giugno, sulla base delle rilevazioni Ismea nel mese precedente. Se sullo scaffale i prezzi degli alimentari e delle bevande per i consumatori sono addirittura aumentati dello 0,2%, nelle campagne la situazione è drammatica, a causa del crollo delle quotazioni su livelli insostenibili.

Le condizioni climatiche anomale registrate nei mesi scorsi, che hanno sconvolto i calendari di maturazioni di frutta e ortaggi, ma anche gli accordi preferenziali per l’ingresso sottocosto e le distorsioni dal campo allo scaffale che fanno lievitare i prezzi sono solo alcune delle motivazioni. A pesare su questa situazione, sono anche gli effetti dell’embargo russo che ha colpito duramente l’agroalimentare Made in Italy, con un taglio delle esportazioni stimato in 600 milioni di euro nell’arco di due anni, dovuto per circa la metà al completo azzeramento delle spedizioni di ortofrutta, formaggi, latticini, carni e salumi italiani interessate direttamente dall’embargo.

Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia, si sommano poi quelle indirette, dovute al danno di immagine e di mercato, provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Infatti, negli ultimi due anni, la crescente di prodotti italiani ha avuto come conseguenza un vero e proprio boom dei prodotti Made in Italy taroccati non solo da parte dell’industria agroalimentare russa, ma anche da molti Paesi non colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Biolorussia, l’Argentina o il Brasile che hanno aumentato le esportazioni dei cibi italiani taroccati.

Una situazione che ha aggravato maggiormente la situazione delle stalle italiane, che stanno affrontando una crisi senza precedenti a causa del crollo dei prezzi, perché non si riescono più a coprire nemmeno i costi per l’alimentazione del bestiame.