Inflazione, crollo frutta (-10,3%). Consumi al minimo da 15 anni

lunedì 4 agosto 2014 di Staff Giovani Impresa

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E’ la frutta fresca a far segnare il maggior crollo dei prezzi con un calo del 10,3% che spinge l’intero settore alimentare verso la deflazione, con una riduzione dello 0,6% rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge da un’ analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’ inflazione a luglio con il carrello della spesa al minimo dal 1997.
A diminuire su base annua sono anche i prezzi della verdura che mostrano una flessione del 8,9% mentre aumentano pochissimo i prezzi della carne bovina (+0,7%) e di maiale (+0,4%). L’andamento dei prezzi riflette, in generale, una situazione difficile sul lato degli acquisti alimentari che nel 2014 hanno toccato il fondo con i prodotti della dieta mediterranea che sono quelli a subire il maggiore taglio a partire dall’ortofrutta che ha fatto segnare un calo del 3,6% degli acquisti nel primo semestre.

I consumi di frutta e verdura degli italiani sono crollati di oltre il 30% rispetto agli ultimi 15 anni per un quantitativo che nel 2014 è sceso addirittura ben al di sotto del Kg al giorno per famiglia, un valore inferiore a quelli raccomandati dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.mSi tratta degli effetti della spirale recessiva tra deflazione e consumi che sta mettendo a rischio le imprese e la salute consumatori che gli agricoltori vogliono rompere per  dare a tutti la possibilità di consumare la componente più importante della dieta estiva degli italiani, con l’arrivo del caldo, in un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione.

Per salvare il settore,  Coldiretti ha chiesto al Governo una serie di interventi che diano al settore migliori prospettive per il futuro, tra cui la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata, un meccanismo di formazione dei prezzi che parta dai costi di produzione e maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti di importazione, troppo frequentemente spacciati per italiani e ha sostenuto la richiesta che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina ha fatto alla Commissione Ue per l’utilizzo di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm Unica), con un intervento straordinario per la frutta estiva (pesche e nettarine, angurie, meloni, ecc.) che riguardi sia soci sia non soci di organizzazioni ortofrutticole.