Inflazione:a frenarla ci pensa il crollo 21,6% frutta e verdura

Inflazione: a frenarla ci pensa il crollo 21,6% frutta e verdura

giovedì 1 marzo 2018 di Redazione Giovani Impresa

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Inflazione, a farla diminuire ci pensa il crollo dei prezzi delle verdure con i vegetali freschi che fanno registrare una diminuzione del 21,6% ma si attende ora il rimbalzo verso l’alto a causa dei danni causati dal gelo siberiano che ha distrutto le coltivazioni in pieno campo ed ostacolato le consegne con effetti sulle disponibilità di mercato. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’ inflazione a gennaio sul carrello della spesa dalle quali si evidenziano effetti disastrosi nei campi dove per molti prodotti non si riescono più a coprire i costi di produzione. Nelle campagne a gennaio è deflazione con i prezzi pagati agli agricoltori per pomodori, peperoni indivie e lattughe che sono addirittura dimezzati rispetto allo scorso anno mettendo a rischio aziende e posti di lavoro. Sotto accusa le importazioni incontrollate dall’estero favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall’Unione Europea come il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine o all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi. Accordi – sottolinea Coldiretti – fortemente contestati perché nei paesi di origine è spesso permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera.

L’agricoltura è l’unico settore a fare registrare un calo del valore aggiunto (-4,4%) a causa del clima impazzito che ha avuto effetti devastanti nelle campagne con una storica siccità su cui si sono abbattuti violenti nubifragi a macchia di leopardo, per danni stimati nei campi superiori ai 2 miliardi di euro nel 2017. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sul Pil a valori concatenati. Gli effetti si sono fatti sentire sulle principali produzioni del Paese, dal crollo del 23% della produzione di mele all’addio ad una bottiglia di vino su quattro, anche se la qualità è risultata buona, ma anche una produzione di olio in calo dell’11% rispetto alla media produttiva dell’ultimo decennio. In questa situazione di crisi – precisa Coldiretti – si sono inserite anche manovre speculative per sottopagare i prodotti agli agricoltori con effetti negativi sul valore aggiunto.

L’Italia – conclude Coldiretti – è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media dell’Unione Europea (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi extracomunitari (5,6%).