Indicazioni geografiche, con politica Trump a rischio il 10% export

giovedì 9 febbraio 2017 di Redazione Giovani Impresa

Indicazioni Geografiche, a rischio per falso Made in ItalyIndicazioni Geografiche, a rischio per falso Made in Italy

Le Indicazioni Geografiche (Dop/Igp) rappresentano un fattore chiave della crescita del Made in Italy nel mondo, è quanto afferma Coldiretti in riferimento ai dati del Rapporto Qualivita 2016, dal quale emerge un valore all’export di 7,8 miliardi di euro, pari al 21% delle esportazioni del settore agroalimentare e un trend positivo che sfiora la doppia cifra con un +9,6%.

Un trend che rischia una brutta frenata a causa della politica annunciata del neopresidente degli Stati Uniti Donald Trump di stampo nettamente più protezionista che metterebbe a rischio circa il 10% dell’export “Doc” Made in Italy dirette in Usa, principale partner commerciale dell’Italia fuori dalla Unione europea.

Gli States sono un mercato determinante per l’agroalimentare Made in Italy, con il vino che risulta il prodotto più gettonato (1,3 miliardi), davanti a olio, formaggi e pasta. Risultati che vanno difesi rispetto ai rischi legati a una possibile stretta sulle importazioni ma anche rispetto alla eventuale revisione degli accordi commerciali.

Con il rischio della chiusura delle frontiere, si pone anche il problema di ulteriore proliferazione sul mercato statunitense di prodotti legati al fenomeno dell’Italian sounding, un fenomeno che colpisce duramente le indicazioni geografiche. All’estero- precisa Coldiretti- sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. Il 99% dei formaggi di tipo italiano – sottolinea la Coldiretti – sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina. Ma c’è anche il problema del vino “Made in Italy” che trova un forte impulso dalle opportunità di vendita attraverso la rete dove è possibile acquistare da aziende statunitensi pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano. Il Made in Italy tarocco a stelle e strisce però – conclude Coldiretti – colpisce tutti i comparti dell’export tricolore, dai pomodori san Marzano all’olio d’oliva fino ai salumi.