Incendi: salgono a 140mila gli ettari di bosco bruciati, il triplo del 2016

lunedì 30 ottobre 2017 di Redazione Giovani Impresa

Incendi boschiviIncendi boschivi

Gli ultimi incendi di autunno fanno salire il drammatico bilancio degli incendi nel 2017 con circa 140mila ettari di bosco andati a fuoco dall’inizio dell’anno, praticamente il triplo del 2016.
È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti che sottolinea come a far aggravare il tragico bilancio nei boschi abbia contribuito la siccità di ottobre con caduta della pioggia più che dimezzata al Nord con un calo del 54% delle precipitazioni rispetto alla media, ma con punte del -98% in Piemonte e del -67% in Lombardia, sulla base dei dati Ucea relativi ai primi venti giorni.
Il fuoco divampa tra la vegetazione secca, favorito dal vento, secondo il monitoraggio della Coldiretti con gli incendi che minacciano pregiati vigneti ed i castagni con pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del Paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici.
Nelle foreste andate a fuoco saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati. Per ricostituire i boschi andati in fiamme ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo.
Un costo drammatico che l’Italia è costretta ad affrontare perché è mancata l’opera di prevenzione con 12 miliardi di alberi dei boschi italiani che, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati infatti vere giungle ingovernabili in preda ai piromani.
Siamo di fronte all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di 1/3 della superficie nazionale con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza.
È praticamente raddoppiata rispetto all’Unità d’Italia la superficie coperta da boschi che oggi interessa 10,9 milioni di ettari, ma sono alla mercé dei piromani la maggioranza dei boschi italiani che, per effetto della chiusura delle aziende agricole, si trovano ora senza la presenza di un agricoltore che possa gestirle.
“Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “occorre cogliere le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali “alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale”.

I DANNI DEGLI INCENDI

1)    Costo degli interventi per emergenza

2)    Perdita di biodiversità per danni alla fauna e alla flora con boschi di querce, di faggio, di castagno, di cerro ma anche funghi ed erbe aromatiche.

3)    Impedite nelle aree a fuoco tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono a settembre decine di migliaia di appassionati.

4)    Difficoltà per turismo e agriturismo per calo delle presenze nelle aree coinvolte

Fonte: Elaborazioni Coldiretti