Grano Made in Italy, da Renzi Ok all’etichettatura di origine obbligatoria

giovedì 29 settembre 2016 di Staff Giovani Impresa

Il Premier Renzi con i dirigenti Coldiretti, mentre gusta una bruschetta con pane fatto con grano Made in ItalyIl Premier Renzi con i dirigenti Coldiretti, mentre gusta una bruschetta con pane fatto con grano Made in Italy

“Con l’etichettatura di origine obbligatoria per il grano Made in Italy, usato per produrre la pasta, si cambia direzione anche nella trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui 1 pacco di penne e spaghetti su 3, contiene prodotto straniero senza che il consumatore lo sappia”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, in occasione dell’annuncio fatto dal Premier Matteo Renzi che si è impegnato a fare in modo che venga essere riconosciuta come Made in Italy la pasta fatta con grano italiano, che non può essere pagato come 20 anni fa.

Dopo il piano cerealicolo e i contratti di filiera che premiano l’origine nazionale del grano condivisi con determinazione proposti dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, si tratta di una necessità per contrastare le speculazioni che nell’ultimo anno hanno provocato il crollo del prezzo del grano duro destinato alla pasta che è praticamente dimezzato (-43%), mentre si registra un calo del 19% per quello del grano tenero, destinato alla panificazione con i compensi degli agricoltori, che sono tornati ai livelli di 30 anni fa.

“Le battaglie che abbiamo sostenuto stanno dando i loro frutti – ha dichiarato Maria Letizia Gardoni, Delegata Nazionale dei Giovani di Coldiretti – si tratta di importanti passi in avanti, per garantire la trasparenza di mercato e combattere fenomeni speculativi e fraudolenti, che fanno male alla nostra agricoltura, leader da sempre in termini di qualità e salubrità”.

Il risultato è che oggi il grano duro per la pasta, viene pagato sotto i 18 centesimi al chilo, mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura ai 16 centesimi al chilo, su valori al di sotto dei costi di produzione e con un “crack” da 700 milioni di euro per il Granaio Italia. In pericolo, non ci sono solo la produzione di grano Made in Italy, e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy. L’Italia è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,8 milioni di tonnellate su una superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari, ma sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero e, di queste oltre la metà – per un totale di 1,2 milioni di tonnellate – arrivano dal Canada.