Giornata memoria vittime delle mafie: l’intervento di Maria Letizia Gardoni

sabato 22 marzo 2014 di Staff Giovani Impresa

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“I tentacoli della mafia hanno travalicato i confini nazionali” così inizia l’intervento di Maria Letizia Gardoni alla Giornata memoria vittime delle mafie,  “avvelenando anche l’economia e la società di numerosi Paesi europei.

Non è un caso che proprio l’agricoltura e la pesca siano nel mirino di Cosa Nostra e della Camorra in Spagna, dove si registra, tra l’altro, un pernicioso interesse della stessa Camorra e della Ndrangheta nel comparto della ristorazione. Noi, giovani imprenditori agricoli, dobbiamo proporci quali attori protagonisti di una nuova fase di pulizia e rigore nel settore agroalimentare, testimoni e portatori dei valori dell’etica e della bellezza del nostro territorio, perché la criminalità organizzata si combatte proprio con la trasparenza, soprattutto in un settore dove è particolarmente sostanziale il flusso commerciale.

Oggi abbiamo uno strumento in più. La nostra organizzazione ha fortemente voluto e ufficializzato l’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e nell’agroalimentare”, la nuova Fondazione costituita da Coldiretti per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, che si pone l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare comportamenti illegali e illeciti, lesivi degli interessi economici e dell’immagine del nostro Paese”.

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Ha portato un messaggio di determinazione e speranza Maria Letizia Gardoni, la Delegata Nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, nel corso diciannovesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera. 
’La Giornata della Memoria e dell’Impegno’ ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

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“La Fondazione promuove – ha specificato il leader dei giovani imprenditori della Coldiretti – le azioni legali collettive di tutela dei consumatori, con particolare riguardo all’accertamento della responsabilità in materia ambientale e alimentare e per la condanna al risarcimento dei danni. Ci auguriamo di offrire un contributo alla prevenzione e al contrasto delle mille mafie, ancora radicate sui nostri territori, che drogano l’economia, inquinano l’ambiente e avvelenano il mercato del lavoro e a stanare gli agropirati nazionali e internazionali che arrecano grave danno alle nostre imprese, ai cittadini-consumatori e alla società civile tutta”.