Expo 2015: il Made in Italy è stato un successo, seguito dal Giappone

lunedì 26 ottobre 2015 di Staff Giovani Impresa

cibi stranieri expo 2015

Per mangiare all’interno di Expo 2015, secondo quanto emerge dalla prima indagine completa sul bilancio dell’evento elaborata da Coldiretti/Ixè, i visitatori hanno speso in media 27 euro, scegliendo:

  • la maggioranza del 32% un cucina esclusivamente italiana
  • il 25% solo quella straniera
  • il 34% ha provato sia la straniera che quella italiana
  • mentre il 9% non ricorda.

Il 47% dei visitatori ha giudicato troppo alta la spesa per la ristorazione (bar, ristoranti, fast food e cibi di strada), mentre un 6% dichiara di non aver acquistato niente.

In cima alla lista della cucina straniera più apprezzata sale il Giappone, che trova il consenso del 18% dei visitatori, ma nella top 10 ci sono anche Thailandia, Francia, Spagna, Argentina, Messico, Brasile, Usa, Corea e India. Solo una risicata percentuale si è avventurata nell’assaggio delle curiosità più strane offerte, dall’hamburger di alligatore a quello di zebra dello Zimbabwe, fino al pesce palla giapponese, che tuttavia hanno conquistato una certa notorietà.

Tra i diversi piatti stranieri molto ricordati sono stati anche gli hamburger e il panino all’astice degli Usa, la bistecca dell’Uruguay, le patate olandesi e quelle del Belgio, la birra slovena, la sangria e tapas di prosciutto della Spagna, il riso fritto e pollo dell’Indonesia, le tajine di agnello berbero del Marocco, gli involtini primavera malesi, gli hot dog con salsa di gamberetti dell’Inghilterra, il falafel di Israele, il zereshk dell’Iran, i baklava della Turchia, i ravioli croccanti della Corea, insalata di cavallo con caviale di beluga e latte di giumenta fermentato del Kazakistan, il sukiyaki bento del Giappone e il cous cous della Tunisia.

Expo 2015 è stata anche una grande occasione per difendere i primati italiani nell’agroalimentare, con molteplici appuntamenti dedicati ai singoli prodotti: dal gelato alla birra, dall’ortofrutta al pane, dal latte al coniglio, dalle uova al riso, che hanno visto la partecipazione attiva degli agricoltori” ha affermato il Presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che grazie alla mobilitazione di Coldiretti, in soli 3 mesi sono state raccolte quasi 90mila firme a sostegno della petizione per impedire l’utilizzo della polvere di latte nella produzione dei formaggi italiani, ma nel periodo di Expo sono anche aumentate di ulteriori 100mila le firme dei cittadini a sostegno della candidatura dell’arte della pizza a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

 

LA TOP 5 DELLA CUCINA STRANIERA PREFERITA

1)          Giappone

2)          Thailandia

3)          Francia

4)          Spagna

5)          Argentina

Fonte: Indagine Coldiretti/Ixè