Expo 2015: consumi al minimo storico, pane Made in Italy in estinzione

lunedì 15 giugno 2015 di Staff Giovani Impresa

giornata pane expo 2015

Coldiretti lancia l’allarme sul rischio omologazione in occasione della Giornata del Pane a Expo 2015, dove nel padiglione Coldiretti è stata aperta la più ampia rassegna delle specialità tradizionali delle diverse regioni. La più grande esposizione del pane Made in Italy è forse l’ultima opportunità per conoscere una realtà a rischio di estinzione – dal Par ner della Valle d’Aosta al pane di Chiaserna delle Marche fino al pane Cafone della Campania.
Con il consumo di pane crollato ai minimi storici sono a rischio le centinaia di specialità tradizionali che con forme, colori e sapori diversi hanno segnato per secoli la storia, la cultura e la tradizione dei territori lungo tutta la penisola. Il consumo di pane degli italiani è sceso nel 2014 al record negativo di circa 90 gr, pari a meno di due fettine di pane al giorno (o due rosette piccole) a persona. Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, si mangiavano ben 1,1 kg di pane a persona al giorno. Da allora si è verificato un profondo cambiamento degli equilibri nutrizionali della dieta, con un progressivo contenimento dei consumi di pane, che sono progressivamente scesi:

  • 230 gr a testa al giorno nel 1980
  • 197 gr nel 1990
  • 180 gr nel 2000
  • 120 gr nel 2010
  • 106 gr nel 2012
  • meno di 100 gr nel 2013.

Numeri ben differenti da quelli dei Paesi che guidano la top 10 mondiale dei consumi di pane: al primo posto la Turchia, con 105 kg di pane pro capite consumato (il triplo degli italiani), al secondo posto il Cile con 96 kg a testa e al terzo posto gli argentini con 76 kg pro capite annui. Seguono a pari merito svizzeri, polacchi e greci, tutti con 70 kg annui. Poco sotto gli irlandesi (68 kg) che precedono ungheresi e olandesi (60 kg). Chiudono la classifica i tedeschi, con 55 kg di pane pro capite.
In Italia la spesa familiare per pane, grissini e crackers ammonta a quasi 8 miliardi all’anno. Ad essere preferito è il pane artigianale, che rappresenta l’88% del mercato, con un consumo in costante calo, mentre cresce la domanda dei prodotti sostitutivi del pane – come crackers, grissini e pani speciali. “Tra le novità più richieste del mercato c’è l’acquisto del pane realizzato con varietà di grano locali, spesso di varietà salvate dall’estinzione direttamente dai produttori agricoli e venduto nelle aziende o nei mercati di Campagna Amica” ha affermato il Presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che si tratta di una scelta che consente di conciliare qualità, fragranza e impegno per lo sviluppo locale, resa possibile dalla legge di orientamento.

Durante la Giornata del Pane a Expo 2015, Coldiretti ha reso noto anche un importante primato italiano: la pagnotta Made in Italy batte la baguette francese, con l’Italia che si rivela leader incontrastata in Europa con ben 5 specialità di pane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea:

  • la Coppia ferrarese (in dialetto ciupeta), prodotto di panetteria la cui particolarità sta nell’originale forma ritorta, sempre presente nei fastosi banchetti rinascimentali della corte estense 
  • il Pane casareccio di Genzano, il decano dei pani italiani certificati, avendo ottenuto la tutela comunitaria nel lontano 1997
  • il Pane di Matera, orgoglio della Basilicata (Igp dal 2008), anche per la lunghissima tradizione documentata risalente al Regno di Napoli
  • il Pane di Altamura, che viene ottenuto dal rimacinato di semola di grano duro, ricavato dalla lavorazione di grani duri coltivati nel territorio della Murgia barese
  • la Pagnotta del Dittaino, un pane che ha origine dal cuore della Sicilia, realizzato con grano duro coltivato nel territorio di numerosi comuni tra l’ennese e il catanese, la cui vocazione cerealicola si perde nella leggenda legandosi al mito della dea delle messi Demetra/Cerere.

La Coppia ferrarese, la pagnotta del Dittaino, il pane casareccio di Genzano, il pane di Altamura e il pane di Matera sono i prodotti registrati e tutelati a livello comunitario, che hanno permesso all’Italia di conquistare il primato europeo, ma sono centinaia i prodotti tradizionali censiti dalle diverse regioni:

  • il Pane cafone della Campania, così chiamato perché con questo termine erano chiamati i contadini al tempo dei Borboni
  • il Pan rustegh della Lombardia, che giustifica il vecchio detto pane di villano, rustico ma sano
  • il Pan ner della Val D’Aosta, ottenuto da un impasto di segale e frumento
  • la Lingua di Suocera piemontese, nel cui nome è sin troppo evidente il riferimento, per la verità un po’ cattivello, alla lunghezza della lingua delle suocere.

Pani diversi e riconoscibili anche per la forma:

  • il Pane di Cerchiara, che si caratterizza, oltre che per la pezzatura che va dai 2 ai 3 kg e mezzo, anche per la forma rotonda con una gobba, detta resella o sella
  • il Pane carasau, originario della Barbagia e diffuso in tutta la Sardegna, dalle spessore infinitesimamente sottile e conosciuto con il nome italiano di carta musica (o carta da musica) per la sua caratteristica croccantezza, che ne rende rumorosa la masticazione.

Numerosi, infine, sono i pani che hanno consentito la riscoperta di grani soppiantati da varietà più moderne, sacrificati sull’altare della produttività o delle necessità tecniche dell’agro-industria: è il caso del Pane contadino di grano senatore Cappelli, rinato in Molise, o dei pani abruzzesi Carosella e Solina, che hanno rivitalizzato due particolari grani teneri coltivati sin dal tempo dei Romani, il primo con un discreto contenuto di glutine e di semola e con un equilibrato contenuto di amido, che lo rende versatile e ottimo anche per la panificazione, il secondo, particolarmente resistente al freddo, coltivato in alcuni comuni montani del Parco Nazionale del Gran Sasso.

LA TOP 10 DEI MANGIATORI DI PANE NEL MONDO (kg per persona all’anno)

1. Turchia 105 kg
2. Cile 96 kg
3. Argentina 76 kg
4. Svizzera 70 kg
5. Polonia 70 kg
6. Grecia 70 kg
7. Irlanda 68 kg
8. Ungheria 60 kg
9. Olanda 60 kg
10. Germania 55 kg

(Fonte: Elaborazioni Coldiretti)