Etichettatura: Occasione persa per etichettatura Made in Italy

martedì 17 aprile 2018 di Redazione Giovani Impresa

Etichettatura d'origine, giovani agricoltori mostrano pasta fatta con grano 100% Made in ItalyEtichettatura d'origine, giovani agricoltori mostrano pasta fatta con grano 100% Made in Italy

Etichettatura, un compromesso a ribasso quello della Commissione UE che favorisce gli inganni e impedisce scelte di acquisto consapevoli per i consumatori europei. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al regolamento esecutivo approvato dal Comitato tecnico previsto dal regolamento (UE) n. 1169/2011 che rimette di fatto agli operatori alimentari la decisione di indicare in etichetta l’origine degli ingredienti. Una decisione arbitraria- precisa Coldiretti- che non tiene in considerazione la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini europei e dell’82% degli italiani, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. In sostanza, la scelta volontaria di etichettatura lascia spazio a margini di incertezza interpretativa costituendo l’occasione per promuovere molteplici contenziosi e ridurre le aspettative di trasparenza dei consumatori. Si tratta dunque di un’occasione persa quella dell’esecutivo comunitario per combattere il fake a tavola con una etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l’origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti.

Grazie all’azione di Coldiretti l’Italia si è dotata di una legislazione nazionale di avanguardia che sarà peraltro rafforzata a partire dal 9 maggio dal nuovo decreto legislativo sulle sanzioni che prevede multe da 2 mila a 16 mila euro in caso di mancata indicazione dell’origine. Le norme italiane, che prevedono l’obbligo di indicare l’origine in etichetta dei derivati del latte, del grano nella pasta, riso e nei derivati pomodoro, si aggiungono a quelle europee dove  – continua Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, al primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Un percorso scelto anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania e per ultimo anche dalla Spagna che, come l’Italia, hanno adottato norme nazionali per garantire la trasparenza dell’informazione in etichetta.

L’entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario è prevista per aprile 2020. Nei prossimi due anni Coldiretti si impegna a dare battaglia con l’avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. La raccolta di firme è stata avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia e on line nonché nel corso d’iniziative lungo tutta la Penisola.