Etichettatura: il semaforo colpisce il 60% del Made in Italy

martedì 7 marzo 2017 di Redazione Giovani Impresa

Etichettatura, donna al supermercato controlla le informazioni su un prodottoEtichettatura, donna al supermercato controlla le informazioni su un prodotto

Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e Grana Padano ma anche extravergine di oliva sono le vittime illustri del sistema di etichettatura detto a semaforo degli alimenti che colpisce ingiustamente il 60% delle produzioni italiane.

Si tratta – spiega la Coldiretti – di una informazione visiva sul contenuto di nutrienti con i bollini rosso, giallo o verde ad indicare il contenuto di nutrienti critici per la salute che molto spesso si dimostra sbagliata e fuorviante dato che promuove il consumo di alcuni alimenti poveri di sale e zuccheri grazie a processi chimici non certo salutari. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’appuntamento della Piattaforma europea per la dieta, l’attività fisica e la salute del 9 marzo. Di fatto, va respinta l’ipotesi di una informazione visiva forviante che – denuncia Coldiretti – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani come l’olio extravergine d’oliva e promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero, ingannando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale secondo una ricerca elaborata da Nomisma a causa del “traffic lights” adottato capillarmente dai supermercati della del Regno Unito, il Parmigiano Reggiano pre-porzionato etichettato a semaforo dal 2013 al 2015, ha avuto una perdita di quota di mercato del 13% in volume mentre il calo per il Prosciutto di Parma è stato del 14%. Questo perché la segnalazione sui contenuti di grassi, sali e zuccheri non si basa sulle quantità effettivamente consumate, ma solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze.

Il modello di etichettatura a semaforo è stato adottato dal 98% dei supermercati inglesi e ostacola la libera circolazione delle merci, mettendo in pericolo alcuni settori cardine dell’export di cibo made in Italy e per tale ragione- conclude Coldiretti – va rigettato con decisione.