Digital divide: 1/3 delle famiglie italiane non ha accesso ad internet

venerdì 22 gennaio 2016 di Staff Giovani Impresa

Digital divide: in Italia diverse famiglie ancora non accedono ad InternetDigital divide: in Italia diverse famiglie ancora non accedono ad Internet

Italia e digital divide: ancora oggi, più di 1/3 delle famiglie italiane (corrispondente al 33,4%) non dispone di un accesso ad Internet da casa, anche se la percentuale scende all’11,7% per le famiglie in cui è presente almeno un figlio minorenne.
E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2015, in riferimento all’inizio delle iscrizioni on line per le classi prime della scuola primaria e secondaria di I e II grado e, ai corsi di istruzione e formazione dei Centri di Formazione Professionale Regionali.

La tendenza è in netto miglioramento e negli ultimi cinque anni si sono ridotte del 12,8% le famiglie che non sono connesse. Permangono comunque aree di grande criticità a livello territoriale soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia e nelle isole, dove non sono collegate ad internet ben il 37,8% delle famiglie. La situazione più grave resta comunque nelle campagne, dove nei comuni con meno di duemila abitanti, ben il 42,4% delle famiglie non ha internet, la percentuale più alta in Italia, di tutti i territori del Paese.

“Esiste purtroppo un pesante digital divide tra città e campagna dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire”, ha affermato il Presidente Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “l’importanza di estendere la banda larga e le nuove tecnologie nelle aree rurali, a sostegno delle imprese e dei cittadini che in misura crescente scelgono di vivere lontano dalle città”.
Anche Maria Letizia Gardoni, Delegata Nazionale dei Giovani di Coldiretti, sull’argomento in questione sostiene che: “nell’ottica di una agricoltura sempre più 2.0, il cosiddetto digital divide deve essere superato rapidamente, con lo scopo di assecondare il grande interesse dei giovani agricoltori verso le nuove tecnologie, che servono a rendere le loro imprese sempre più competitive sia sui mercati nazionali che su quelli globali”.