Decreto emergenze, dalla Xylella ai contratti

lunedì 15 aprile 2019 di Redazione Giovani Impresa

Decreto emergenze, dalla Xylella ai contrattiDecreto emergenze, dalla Xylella ai contratti

Approvato in Commissione agricoltura della Camera un pacchetto di emendamenti al decreto “emergenze agricole” che da lunedì 15 aprile è all’esame in Aula.
Stretta sui contratti che dovranno avere obbligatoriamente la forma scritta e durare per almeno 12 mesi. A Ismea è affidato il compito di elaborare i costi medi di produzione per verificare così squilibri nei contratti di acquisto. Diventa poi pratica sleale l’acquisto a un prezzo fissato inferiore ai costi medi di produzione nel caso in cui manchi uno degli elementi essenziali stabiliti dalla normativa comunitaria e cioè mancanza di forma scritta o durata del contratto che viene fatta partire prima della stipula. Un aspetto di particolare rilievo è la pesante sanzione pari al 10% del fatturato dell’ultimo esercizio che scatta in automatico nel caso in cui l’acquirente fissi un prezzo inferiore ai costi medi di produzione. La reiterazione di questa violazione porta alla sospensione dell’attività fino a 30 giorni.

Interventi anche per rafforzare i contributi per gli olivicoltori colpiti dalla Xylella fastidiosa. Ai 100 milioni per il 2019 approvati dalla Conferenza Stato Regioni di cui 48 dal Cipe e il resto a carico del Psr pugliese, si aggiunge un fondo per realizzare un “Piano straordinario per la rigenerazione olivicola del Salento” che dispone di 150 milioni per il 2020 e 150 per il 2021. Inoltre è stabilito che basterà una semplice comunicazione per l’espianto volontario di olivi in zona infetta da Xylella.

Per la ripresa produttiva dei frantoi della Puglia pesantemente colpiti dalle eccezionali gelate che si sono verificate dal 26 febbraio al 1° marzo 2018 e che dunque hanno determinato un calo del fatturato sono stati stanziati 8 milioni per contributi in conto capitale.

Sono stati previsti anche interventi per il settore suinicolo con l’istituzione di un Fondo con un budget di 1 milione per il 2019 e 4 milioni per il 2020. L’obiettivo è di fronteggiare la perdita di reddito degli allevatori, garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi formulati dalle Commissioni uniche nazionali (Cun), rafforzare i rapporti di filiera e la promozione dei prodotti suinicoli verso il consumatore, migliorare qualità e benessere animale, promuovere l’innovazione anche attraverso il sostegno a contratti di filiera e organizzazioni interprofessionali.

Sempre in favore della zootecnia via libera alla movimentazione in tutta Italia dei capi bovini nonostante l’emergenza del virus Lingua Blu.

Si interviene in favore dei settori in emergenza anche con la definizione delle modalità di concessione del contributo per la copertura dei costi sostenuti per gli interessi sui mutui accesi a fine dicembre 2018. Il contributo ai produttori di latte ovino e caprino, agli imprenditori del settore olivicolo-oleario e agli agrumicoltori viene concesso in misura proporzionale rispettivamente al numero dei capi posseduti nel momento in cui è stato stipulato il mutuo, alla media produttiva (documentata) degli ultimi 3 anni e per gli agrumi alla media produttiva sempre degli ultimi 3 anni.

Viene concessa la possibilità di anticipare gli aiuti Pac entro il 31 luglio di ciascun anno agli agricoltori penalizzati da avverse condizioni atmosferiche, da gravi patologie fitosanitarie e da crisi di settore.

E infine si interviene anche sul fronte previdenziale. Per gli anni 2019 e 2020 ai lavoratori agricoli a tempo determinato, che siano stati per almeno cinque giornate alle dipendenze di imprese agricole ricadenti nelle aree colpite dagli eccezionali eventi meteorologici a partire da ottobre 2018 in Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Sicilia, Veneto e Province autonome di Trento e Bolzano e che abbiano usufruito degli interventi compensativi a valere sul Fondo di solidarietà nazionale, è riconosciuto ai fini previdenziali e assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle lavorative effettivamente svolte nell’anno precedente. Per i successivi due anni agli stessi lavoratori è riconosciuto lo stesso numero di giornate accreditate nell’anno precedente.
Ai medesimi lavoratori agricoli è, altresì, riconosciuto, ai fini assistenziali e previdenziali, per i due anni successivi un numero di giornate pari a quelle accreditate nell’anno