Consumi:Coldiretti/Ixè, 4 italiani su 10 fanno “La cosa giusta”

venerdì 23 marzo 2018 di Redazione Giovani Impresa

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Consumi, più di 4 italiani su 10 acquistano prodotti alimentari equo solidali. E’ quanto spiega un’indagine Coldiretti/Ixè, in occasione della fiera del consumo consapevole “Fa la cosa giusta” a Milano, analizzando le nuove tendenze dei consumi che si stanno imponendo sulle tavole degli italiani come la maggiore attenzione all’ambiente e al valore sociale del cibo inteso non come semplice prodotto ma come vero e proprio custode di un patrimonio di relazioni umane e tradizioni familiari.

Una analisi che – sottolinea la Coldiretti – evidenzia una accresciuta sensibilità sociale degli italiani nel carrello della spesa con una maggiore attenzione all’impatto delle proprie scelte sull’ambiente, sulla salute e sui diritti dei lavoratori. Lo dimostra la voglia di conoscenza delle caratteristiche dei prodotti e della loro storia.

Una sensibilità nei consumi – spiega Coldiretti- dimostrata anche dalla crescita degli acquisti diretti dal contadino nelle aziende agricole e nei mercati degli agricoltori visitati da oltre 15 milioni di persone ogni anno. Un vero boom che ha portato ad oltre 10mila punti vendita gestiti direttamente dagli agricoltori tra fattorie e mercati lungo tutta la Penisola grazie alla Fondazione Campagna Amica promossa dalla Coldiretti che ha realizzato la più vasta e capillare rete di vendita organizzata dagli agricoltori nel mondo che può contare su fattorie, botteghe e mercati che coinvolgono 20mila aziende con prodotti coltivati su circa 200mila ettari di terreno.

“I mercati degli agricoltori non sono solo luoghi di commercio ma hanno acquisito nel tempo un ruolo importante come momenti di aggregazione, svago e socializzazione con lo svolgimento di variegate attività che vanno dai corsi di formazione per l’orto ai laboratori didattici per i bambini, dai cooking show con gli agrichef all’educazione con i tutor della spesa ma anche con momenti di solidarietà” afferma il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Nei mercati e nelle fattorie si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale.

Valori – sottolinea Coldiretti – che spesso mancano ai prodotti importati dall’estero visto che quasi 1 su 5 non rispetta le normative in materia di tutela dei lavoratori vigenti nel nostro Paese e sono spesso il frutto di un “caporalato invisibile” che passa inosservato solo perché avviene in Paesi lontani. E tutto questo accade nell’indifferenza delle Istituzioni nazionali ed europee che anzi spesso – denuncia Coldiretti – alimentano di fatto il commercio dei frutti dello sfruttamento con agevolazioni o accordi privilegiati per gli scambi che avvantaggiano solo le multinazionali.

Un problema che riguarda una vasta gamma di prodotti: dal riso asiatico ottenuto con lo sfruttamento della minoranza Rohingya alle conserve di pomodoro cinesi realizzate con il lavoro dei detenuti fino all’Argentina che è nella lista nera del dipartimento di Stato americano per lo sfruttamento del lavoro minorile nelle coltivazioni di aglio, uva, olive, fragole e pomodori.

“Non è accettabile che alle importazioni sia consentito di aggirare le norme previste in Italia ed è necessario, invece, che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore a sostegno di un vero commercio equo e solidale” conclude il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo.