Cambio climatico, al Sud imperversa maltempo al Nord la siccità

lunedì 30 gennaio 2017 di Redazione Giovani Impresa

Cambio climatico, surriscaldamento del globo terrestreCambio climatico, surriscaldamento del globo terrestre

Gli effetti del cambio climatico si fanno sentire e mentre il Centro Sud fa i conti con nevicate storiche e nubifragi, al Nord è allarme siccità e smog. Una situazione che desta preoccupazione se si pensa che al Nord è caduto ben il 43% di pioggia in meno rispetto alla media con punte del -94% a Milano che ha reso necessarie misure straordinarie come il parziale blocco del traffico per i veicoli più inquinanti. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sui dati territoriali Ucea relativi alla seconda decade di gennaio dai quali emerge peraltro una situazione preoccupante in tutto il nord dove in alcune aree come il bellunese nel Veneto non piove da più di due mesi. Per tale ragione è da accogliere positivamente la notizia secondo cui nei prossimi giorni in arrivo maltempo al Nord con neve sulle Alpi, sulla base dei dati territoriali Ucea relativi alla seconda decade di gennaio.

L’assenza di precipitazioni insieme alla mancanza di vento che “purifica” l’aria è uno dei parametri più preoccupanti per l’allarme inquinamento in una situazione in cui nel capoluogo lombardo – sottolinea la Coldiretti – sono caduti soltanto 1,4 millimetri di pioggia contro una media di 24,1. Si tratta di una situazione che investe anche il resto della Lombardia (-89%) ed in generale tutto il nord dove le piogge si sono quasi azzerate anche dal Piemonte (-98%) alla Val d’Aosta (-98%) fino all’Emilia Romagna (-62%), con le conseguenti difficoltà per lo smog ed anche per l’agricoltura. Una anomalia aggravata dal fatto che particolarmente secco è stato anche il mese di dicembre in cui le precipitazione nel nord Italia erano risultate addirittura inferiori del 78% la media secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ucea.

Le piogge e le nevicate invernali – spiega Coldiretti – sono determinanti per ricostruire le riserve idriche necessarie alle piante per la ripresa vegetativa primaverile. Siamo di fronte – precisa la Coldiretti – agli effetti del cambio climatico che si stanno manifestano con pesanti conseguenze sull’agricoltura italiana che dall’inizio dell’anno ha già subito perdite stimate in oltre 400 milioni per l’effetto della neve e dei nubifragi che hanno colpito il centro sud tra interi raccolti di ortaggi invernali perduti e danni alle piante da frutta come agrumi e viti crollate sotto il peso della neve, ma anche con la strage di centinaia di animali e perdite commerciali dovute alle difficoltà di consegna del latte e degli altri prodotti che si sono salvati dal gelo. Siccità e bombe d’acqua con forti piogge a carattere alluvionale, ma anche gelate estreme, nevicate storiche o picchi di calore anomali si alternano lungo l’anno e lungo tutta la Penisola per effetto del cambio climatico che si manifestano con il moltiplicarsi di eventi estremi.