Caldo record: consumi di frutta al top, il decalogo antispreco

martedì 11 luglio 2017 di Staff Giovani Impresa

Donna mentre sceglie verdura al mercatoDonna mentre sceglie verdura al mercato

Caldo record in questo 2017: le temperature bollenti di questo periodo, stanno spingendo i consumi di frutta verdura al massimo. Gli acquisti non sono mai stati così rilevanti da almeno 17 anni secondo le informazioni raccolte sulla base dei dati Nielsen, relativi a primi quattro mesi. Ad aumentare sono nel dettaglio i consumi di frutta secca (+11,9%), quelli di verdura (+11,9%) e quelli di frutta (+7,1%) per la tendenza a stili di vita più salutari, ma anche per il clima bollente che fa aumentare la domanda di cibi dissetanti. La primavera 2017, dal punto di vista meteorologico, è stata in Italia secondo il Cnr la seconda più calda dal 1800 ad oggi, con un’anomalia di +1,9 gradi, ma a giugno l’anomalia è stata addirittura di +3,2 gradi che ha provocato un cambiamento nei consumi alimentari degli italiani. Nelle città è allarme per i colpi di calore soprattutto per le persone più a rischio come gli anziani ed i bambini che per difendersi, devono evitare di uscire di casa nelle ore più calde, fare bagni e docce frequenti con acqua tiepida o bagnarsi viso e braccia con acqua fresca, limitare l’attività fisica, bere frequentemente acqua e consumare frutta e verdura. Un vero boom con l’affermarsi di smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar, in spiaggia o anche a casa di frutta e verdura che soddisfa molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile.

Antiossidanti “naturali” sono infatti le vitamine A, C ed E che sono contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca. Con questo caldo record, tuttavia, si verificano anche maggiori problemi nella conservazione con perdite di prodotto fino al 25%, tra produzione, commercio e consumo, dovute all’eccessiva maturazione. Se un frutto su quattro rischia di essere sprecato, per ottimizzare la spesa e non buttare via niente, ecco un vademecum in dieci punti con i consigli da seguire per mantenere la freschezza della frutta e verdura acquistata dal campo, al banco del rivenditore fino alla tavola dei consumatori.

Nel punto di vendita occorre:

1) effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo

2) scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione, non appassiti, con aspetto turgido e non eccessivamente necrotizzati nei punti di taglio

3) verificare l’etichettatura e preferire le produzioni e le varietà locali da acquistare direttamente dai produttori o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto durano di più

4) preferire varietà di stagione, che hanno tempi di maturazione naturali

5) prediligere, compatibilmente con le esigenze, frutti interi (esempio cocomero) che si conservano più a lungo

6) fare la spesa poco prima di recarsi a casa ed evitare di lasciare troppo a lungo la frutta e verdura dove il sole e le alte temperature favoriscono i processi di maturazione 

7) è opportuno – nel caso di trasferimento con auto climatizzata – riporre i prodotti nel sedile posteriore piuttosto che nel bagagliaio

8) mantenere separate le confezioni delle diverse varietà di frutta e verdura acquistate, che vanno riposte in contenitori di carta piuttosto che in buste di plastica

9) bisogna mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve, da quella che si intende conservare più a lungo: la prima può essere messa in un portafrutta al buio (eventualmente coperta da un tovagliolo e comunque lontano dai raggi del sole) mentre la seconda va posta in frigorifero, ma lontano dalle pareti refrigeranti.

10) è opportuno che la frutta venga posta stesa sul contenitore per evitare ammaccature e sviluppo di marcescenze.