Caldo e siccità: scoppia la protesta di pastori e agricoltori sardi

venerdì 23 giugno 2017 di Staff Giovani Impresa

Gregge di pecore al pascolo in SardegnaGregge di pecore al pascolo in Sardegna

Caldo e siccità stanno creando seri problemi in tutta Italia. In Sardegna, in particolare, è scoppiata una vera e propria rivolta. Pastori e agricoltori, infatti, protestano proprio a causa del perdurare di caldo e siccità che li costringe a lasciare le campagne con i trattori, per invadere le strade della regione. L’iniziativa ha mobilitato 1500 agricoltori e pastori ovviamente esasperati da una situazione diventata insostenibile. Sono partiti da Ottana, Borone e Bivio Paulilatino Nord Paulilativo per convergere con mezzi agricoli ad Abbasanta, all’altezza del 120° km della SS 131 Carlo Felice.

Pastori e agricoltori si scusano per i disagi per il blocco delle principali arterie della Sardegna, ma denunciano una realtà drammatica conseguenza di troppo caldo e siccità. Le coltivazioni sono distrutte e sussiste una difficoltà concreta ad alimentare gli animali. Una mobilitazione senza precedenti quella di pastori e agricoltori, per cercare di salvare le aziende e le greggi che rappresentano un patrimonio economico, occupazionale e ambientale insostituibile della Regione.

Coldiretti chiede, in questo momento particolare, interventi urgenti per garantire la sopravvivenza delle aziende, messa anche a rischio dai prezzi troppo bassi pagati in campagna. A giugno nella prima decade in Sardegna è caduto il 40% di pioggia in meno, con temperature superiori di 1,8 gradi la media del periodo, dopo mesi praticamente a secco: maggio (-95%), aprile (-71%) e marzo (-73%) secondo elaborazioni su dati Ucea. Il risultato è la perdita del 40% delle produzioni agricole, con la dichiarazione dello stato di emergenza per l’Isola.