Caldo e siccità: emergenza nel centro Italia, precipitazioni calate del 77%

mercoledì 28 giugno 2017 di Staff Giovani Impresa

Campo di mais devastato da caldo e siccitàCampo di mais devastato da caldo e siccità

Caldo e siccità, non lasciano scampo ad un’Italia che sta soffrendo non solo per la tropicalizzazione del clima, ma anche e soprattutto per il calo – importante – delle precipitazioni. Nel centro Italia le piogge sono risultate in calo del 77% mentre le temperature massime superiori di 3,9 gradi rispetto alla media di riferimento. Quella appena descritta è una situazione di criticità, dovuta a caldo e siccità, diffusa su tutto il territorio dell’Italia centrale. Secondo alcune stime che sono state fatte nei giorni scorsi, in questo momento soffrono soprattutto le aziende agricole dell’Abruzzo, per le quali si parla di una perdita di ricavo di almeno 100 milioni di euro con danni alle colture orticole e alla frutta e, nel caso dovesse perdurare la situazione di emergenza, anche alle colture più tradizionali come la vite e l’olivo.

Situazione critica anche in Toscana, dove la produzione di cereali è crollata del 40%, mentre nella vicina Umbria stanno seccando sia i girasoli che il granoturco. Problemi anche nel Lazio dove la produzione di frumento stenta ad avviarsi con conseguente contrazione dei raccolti e, fatto da non sottovalutare, calo della qualità. Nelle Marche la situazione è difficile soprattutto per quanto riguarda il mais che, specialmente in questa fase di crescita, avrebbe bisogno di un maggior apporto di acqua.

Per quanto riguarda gli alberi da frutto le piante stanno ancora resistendo, ma se non pioverà entro pochi giorni, entreranno in stress idrico e le conseguenze si sentiranno sui frutti, che saranno mediamente più piccoli, con un calo quantitativo, anche se la qualità è salva. Le precipitazioni temporalesche delle ultime ore, in realtà, non hanno scalfito lo stato di grave siccità dei campi lungo tutta la Penisola. L’acqua, per poter essere assorbita dal terreno, deve cadere in modo continuo e soprattutto non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti.