Caldo e afa: una corretta alimentazione aiuta a riposare meglio

venerdì 28 luglio 2017 di Staff Giovani Impresa

Una ricca insalata per combattere caldo e afaUna ricca insalata per combattere caldo e afa

Caldo e afa, oltre a provocare siccità nelle campagne e conseguenti incendi, rappresentano un ostacolo per il riposo notturno. Con le temperature minime che sono risultate superiori di 2,6 gradi rispetto alla media storica, il caldo tiene svegli durante la notte circa dodici milioni di italiani. L’insonnia provocata da caldo e afa anche durante la notte, in questo periodo interessa tantissime persone. E quanto si afferma sulla base dei dati relativi alla prima decade di luglio dell’Ucea. Le notti più bollenti si registrano al sud, con uno scarto di +2,8 gradi rispetto alla media, ma la situazione è difficile lungo tutta la Penisola. Le condizioni per garantire un buon riposo dipendono molto dai comportamenti durante il giorno, a partire da una alimentazione corretta.

Cibi come pane, pasta e riso, ma anche lattuga, radicchio, cipolla, aglio e formaggi freschi, uova bollite, latte fresco o caldo e frutta dolce come pesche e nettarine, possono venire in soccorso per superare le notti di caldo e afa intensi. Sono invece gli alimenti conditi con molto pepe e sale, ma anche con curry, paprika in abbondanza ed anche patatine in sacchetto, salatini, minestre con dado da cucina i veri nemici del riposo che le alte temperature rendono più difficile. Bisogna anche fare attenzione a caffè e superalcolici che, spesso, accompagnano le serate in compagnia nei luoghi di vacanza.

Occhio anche agli alimenti in scatola che garantiscono una certa praticità soprattutto a chi non vuole perdere tempo nella preparazione dei cibi, ma che sono considerati a “rischio” per chi vuole trascorrere tranquillamente la notte tra le braccia di Morfeo. Inoltre ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti. L’attenzione all’alimentazione è particolarmente importante nei soggetti a rischio come i bambini, ma anche per i 4 milioni di anziani over 80 anni presenti in Italia.