Caldo africano: il 30% in meno di pioggia scatena siccità e incendi

mercoledì 12 luglio 2017 di Staff Giovani Impresa

Siccità provocata dal caldo africanoSiccità provocata dal caldo africano

Caldo africano che, a metà luglio, ha raggiunto il suo apice: in generale nel primo semestre del 2017 in Italia, sono caduti appena 251 millimetri di pioggia, ben il 30% in meno rispetto alla media di riferimento. Questo calo ha causato una siccità senza precedenti assecondando, purtroppo, anche il diffondersi di pericolosi incendi. E’ quanto si afferma in occasione dell’assemblea dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi), sulla base dei dati Ucea, nel sottolineare che ad aggravare la situazione sono anche le alte temperature dovute proprio a questo caldo africano che sta invadendo tutta quanta la Penisola. La primavera 2017 dal punto di vista meteorologico, è stata in Italia la seconda più calda dal 1800 ad oggi, e, con il prolungarsi dell’assenza di pioggia l’allarme siccità si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale interessando praticamente tutte le regioni, anche se con diversa intensità, con perdite ormai ben superiori al miliardo, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche i vigneti e gli uliveti e le attività di allevamento.

A preoccupare è anche l’avanzata delle fiamme che ha travolto frutteti e uliveti oltre a migliaia di ettari di bosco. Ogni ettaro di macchia mediterranea è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che, a seguito degli incendi, sono andate perse. Nelle foreste andate a fuoco sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi, dei funghi e dei piccoli frutti. “La Coldiretti ha elaborato un decalogo per prevenire e combattere gli incendi, ma gli agricoltori sono anche impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti – ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Ma – ha continuato Moncalvo – non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare. Di fronte alla tropicalizzazione del clima – ha sostenuto Moncalvo – se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati. Occorrono – ha concluso Moncalvo – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana”.