Blockchain, arriva il sistema della tracciabilità perfetta

mercoledì 6 marzo 2019 di Redazione Giovani Impresa

Blockchain e tracciabilitàBlockchain e tracciabilità

L’obiettivo è la tracciabilità perfetta: un’opportunità che la tecnologia blockchain offre all’agroalimentare, proiettando anche il settore verso la cosiddetta quarta rivoluzione industriale.

Ma cos’è la blockchain e come funziona?
Il sistema ribalta la tradizionale gestione dei database non più affidati a un “potere” centrale, ma fruibili da una platea ampia e soprattutto fa leva su dati permanenti, non più eliminabili né modificabili. E che dunque restano in rete e visibili a tutti per sempre. Tutto quello che si inserisce nella “catena di blocchi” ha dunque una data certa e sicura. Questi sono, in estrema (e molto semplificata) sintesi, i principi della tecnologia innovativa che è ancora da definire soprattutto per quanto riguarda l’assetto normativo.

Le potenzialità per l’agroalimentare, così come per tutti i settori economici, si presentano interessanti e concrete. Bisogna certo tener conto che bisogna trasferire su settori produttivi una tecnologia nata per il mercato finanziario e dunque è certo complesso il passaggio dal bitcoin all’economia reale. La Coldiretti è comunque pronta a puntare su questo sistema che può costituire, una volta a regime, un valido strumento per garantire i capisaldi della strategia della maggiore organizzazione agricola italiana ed europea e cioè sicurezza e tracciabilità delle produzioni e lotta dura ai cibi taroccati.

Tutti i passaggi nella filiera non solo restano in rete, ma mentre con l’attuale sistema i controlli avvengono solo a campione, con il blockchain tutti possono accedere ai dati inseriti e verificarli.

E dunque sarà anche possibile bloccare molte truffe favorite dalla possibilità di modificare i dati o farli sparire. Un ulteriore tassello nel segno della legalità della filiera e finalizzato a rafforzare la lotta alla contraffazione obiettivi prioritari per la Coldiretti da anni in prima linea nella difesa del benessere del consumatore, della tutela degli agricoltori e della legalità.

La blockchian nell’agroalimentare
Facciamo un esempio pratico. Il vino, uno dei prodotti simbolo del made in Italy, può essere oggetto di truffe in cantina che si possono realizzare gonfiando le rese produttive dell’uva conferita e dando così spazio all’utilizzo di prodotti importati a prezzi più bassi che possono essere mixati con il vino nazionale. I dati inseriti con il blockchain partono dalla verifica delle rese con macchine in campo che trasmettono direttamente i dati nel sistema e li cristallizzano, così come tutte le successive fasi, comprese le fatture, che testimoniano i diversi passaggi nella filiera fino alla bottiglia che arriva sulle nostre tavole. Si mettono così le basi per una tracciabilità infallibile che può arrivare anche a una certificazione etica del lavoro. Con dati intoccabili.

Per ora il sistema è ancora sperimentale con infrastrutture tutte da costruire, ma la Coldiretti ha avviato il progetto su tre filiere: pomodoro, aceto e riso. Coldiretti è anche presente nel gruppo di alto livello sul blockchain del ministero dello Sviluppo economico.

È infatti importante seguire dall’inizio la costruzione delle infrastrutture e soprattutto il quadro normativo poiché il sistema adottato deve essere riconosciuto per offrire concrete ed efficaci garanzie di tutela agli agricoltori della Coldiretti e ai marchi di Filiera agricola italiana e Campagna amica.