Biodiversità: in Italia scomparse 3 varietà di frutta su 4

sabato 27 maggio 2017 di Staff Giovani Impresa

Biodiversità: scomparse diverse varietà di frutta in Italia nell'ultimo secoloBiodiversità: scomparse diverse varietà di frutta in Italia nell'ultimo secolo

Biodiversità, ovvero, in uno stesso ecosistema la convivenza equilibrata tra diverse specie animali e vegetali. Nel nostro Paese, però, sono scomparse dalla tavola 3 varietà di frutta su 4 nell’ultimo secolo, dunque siamo andati incontro ad una perdita di biodiversità, una perdita che riguarda l’intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione, che si estende dalle piante coltivate, agli animali allevati. Queste le conclusioni tratte in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, celebrata lo scorso 22 maggio, dove è stato sottolineato però che l’agricoltura italiana ha invertito la rotta negli ultimi anni ed è diventata la più green d’Europa.

Nel nostro Paese, culla del Made in Italy, nel secolo scorso si contavano ben 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa, anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta. L’omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale mettono a rischio anche gli antichi semi della tradizione italiana sapientemente custoditi per anni da generazioni di agricoltori. Un pericolo per i produttori ed i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare e alla biodiversità.

Sul territorio nazionale ci sono 504 varietà iscritte al registro viti, contro le 278 dei cugini francesi e su 533 varietà di olive contro le 70 spagnole. La difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy. Investire sulla distintività, questo è quello che fanno oggi i nostri giovani agricoltori, ed è una condizione necessaria per le imprese agricole di distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo.