Ambiente e lavoro, da boschi italiani potrebbero nascere 35.000 nuovi posti

martedì 4 ottobre 2016 di Staff Giovani Impresa

Un bosco italiano che potrebbe rappresentare un'ottima opportunità in tema di ambiente e lavoroUn bosco italiano che potrebbe rappresentare un'ottima opportunità in tema di ambiente e lavoro

Ambiente e lavoro e soprattutto valorizzazione del territorio, elementi congiunti se si pensa che è praticamente raddoppiata rispetto all’Unità d’Italia la superficie coperta da boschi, che oggi interessano di 10,9 milioni di ettari, 1/3 del territorio nazionale, con una stima di 12 miliardi di alberi presenti. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti in occasione della Festa degli Alberi istituita nel 2000 dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dal Ministero della Pubblica Istruzione nella giornata del 4 ottobre.

L’Italia non è mai stata così ricca di boschi, ma a differenza del passato si tratta di aree senza alcun controllo e del tutto impenetrabili ai necessari interventi di manutenzione e difesa, mettendo a rischio la vita delle popolazioni locali, per degrado ed incendi.
Parlando di ambiente e lavoro, si stima che 35mila nuovi posti potrebbero nascere dall’aumento del prelievo del legname dai boschi, in un Paese che importa l’80% del legno che utilizza.
I boschi italiani, se valorizzati attivamente con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna.
Un obiettivo che secondo Coldiretti va raggiunto con l’approvazione del nuovo testo forestale per la semplificazione della gestione attiva dei boschi, dando più valore al ruolo degli imprenditori agricoli per la qualità dell’aria e riconoscimento dei crediti di carbonio, con lo sviluppo della filiera 100% italiana attraverso i Piani di Sviluppo Rurale e con l’incentivazione dell’utilizzo di legno prodotto in Italia negli appalti pubblici.

“Gestire il bosco o meglio coltivare il bosco, significa lavorare per valorizzazione complessivo di un territorio, ma questo non è possibile senza convenienza economica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “ci sono tutte le condizioni per trasformare i rischi in grandi opportunità per la ripresa di un Paese che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto del Made in Italy”.

“I boschi italiani ed in modo particolare la loro gestione – ha dichiarato Maria Letizia Gardoni  Delegata nazionale Coldiretti Giovani Impresa – rappresentano per i giovani agricoltori un mezzo attraverso il quale manifestare la propria voglia di fare nonché la vivacità stessa della nostra agricoltura. Si tratta di un settore importante da cui partire per dare reddito e dignità a tutte le filiere della nostra bellissima agricoltura sconfiggendo ogni forma di speculazione”.

I boschi sono un patrimonio di biodiversità poiché ogni ettaro di macchia mediterranea è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali.
Senza dimenticare che ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che è il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici in corso.