Alimentazione Made in Italy: cala del 3% l’acquisto di pasta secca

giovedì 15 giugno 2017 di Staff Giovani Impresa

Tipico piatto di pasta Made in ItalyTipico piatto di pasta Made in Italy

Alimentazione Made in Italy, considerata tra le più sane e genuine, subisce una svolta importante sulle tavole degli italiani: cala del 3% l’acquisto di pasta secca, ma in controtendenza all’andamento generale vola quella ottenuta da grano coltivato in Italia specie se di varietà antiche. E’ quanto emerge da una analisi sulla base dei dati Ismea relativi al primo trimestre del 2017 in occasione della diffusione dell’Indagine Doxa per Aidepi secondo la quale la pasta resta comunque l’alimento preferito da consumare ogni giorno dal 46% degli italiani.

In controtendenza al calo generale che prosegue anche nel 2017 si registra un incremento per quella garantita per il 100% con grano italiano e per quella integrale ed un vero e proprio boom per il senza glutine. Ma un vero balzo record si sta verificando per la pasta con grani antichi coltivati a livello nazionale con in testa in Senatore Cappelli selezionato nel 1915 dall’agronomo Nazareno Strambelli che dopo essere arrivato a coprire più della metà della coltivazione di grano in Italia negli anni 60, ha iniziato a scomparire tanto che venti anni fa nel 1996 la produzione era scesa a meno di diecimila chili. Oggi il “Senatore” Cappelli è stato il grano duro antico più seminato in Italia, con la produzione ha raggiunto 2,5 milioni di chili nel 2017, praticamente raddoppiata rispetto all’anno precedente, grazie a 1.000 ettari certificati coltivati nel 2016.

Un patrimonio del Made in Italy valorizzato dalla Sis, la Società Italiana Sementi, che fa capo al sistema dei Consorzi Agrari e che ha vinto il bando del Crea, Centro per la ricerca della cerealicoltura di Foggia, ottenendo per 15 anni l’esclusiva della riproduzione e certificazione del grano duro “Senatore” Cappelli dalla semina fino alla tavola.