Agromafie: sono cinquemila i ristoranti in mano alla criminalità

martedì 4 aprile 2017 di Staff Giovani Impresa

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Sono almeno cinquemila i locali della ristorazione del nostro Paese, che sono nelle mani della criminalità organizzata che approfittando della crisi economica, penetra in modo sempre più massiccio e capillare nell’economia legale. E’ quanto si afferma in relazione all’azione del Centro operativo della Dia di Napoli che nell’ambito di una operazione anticamorra, ha portato al sequestro di numerose unità immobiliari e partecipazioni in società tra le quali il ristorante Donna Sophia dal 1931 nel centro di Milano e la sala ricevimenti già nota come Villa delle Ninfe a Pozzuoli. Acquisendo e gestendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi, le organizzazioni criminali hanno la possibilità di rispondere facilmente ad una delle necessità più pressanti: riciclare il denaro frutto delle attività illecite come è emerso dal Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

Il volume d’affari complessivo delle agromafie è salito a 21,8 miliardi di euro (+30% in un anno) perché la filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni criminali. L’agroalimentare è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone. Le attività ristorative sono dunque molto spesso tra gli schermi “legali” dietro i quali si cela un’espansione mafiosa sempre più aggressiva e sempre più integrata nell’economia regolare.

Grazie ad una collaudata politica della mimetizzazione, le organizzazioni riescono a tutelare i patrimoni finanziari accumulati con le attività illecite muovendosi ormai come articolate holding finanziarie, all’interno delle quali gli esercizi ristorativi rappresentano efficienti coperture, con una facciata di legalità dietro la quale è difficile risalire ai veri proprietari ed all’origine dei capitali. Le operazioni delle Forze dell’Ordine svelano gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ed in modo specifico nella ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda.