Agroalimentare Made in Italy: serve un accordo per salvare i pelati

sabato 13 maggio 2017 di Staff Giovani Impresa

Pomodoro, tra i prodotti di punta dell'agroalimentare Made in ItalyPomodoro, tra i prodotti di punta dell'agroalimentare Made in Italy

Il pomodoro, quello rosso, succoso, saporito, tra i prodotti simbolo di quel agroalimentare Made in Italy che deve essere necessariamente tutelato. A meno di due mesi dalla raccolta, ancora nessun accordo è stato stipulato per i pelati e gli altri tipi di pomodoro da industria al centro-sud dove regna un clima di incertezza capace di mettere a rischio il futuro di uno dei prodotti più importanti del Made in Italy.
E’ stato quindi lanciato l’allarme con lo scopo di mettere in risalto la necessità di garantire il prima possibile, una remunerazione adeguata alle coltivazioni. Non è infatti possibile – si sottolinea – accettare quotazioni sottocosto che rischiano di compromettere l’equilibrio finanziario delle aziende agricole che hanno fatto gli investimenti.

Le conserve di pomodoro non hanno generato solo un valore di oltre 1,5 miliardi di esportazioni nel 2016, ma sono anche il condimento maggiormente acquistato dagli italiani. Nel settore del pomodoro da industria, sono impegnati in Italia oltre ottomila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben diecimila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro. Un patrimonio che va salvaguardato garantendo, il rispetto dei tempi di contrattazione per una consentire una adeguata pianificazione e una giusta remunerazione del prodotto agli agricoltori italiani.

Negli ultimi anni, poi, si sta assistendo ad un crescendo di navi provenienti dalla Cina che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano. Nei contenitori al dettaglio, infatti, è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente il prima possibile con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro, ma non per il concentrato o per i sughi pronti.