Agroalimentare Made in Italy: la Cina sblocca l’arrivo degli agrumi

martedì 16 maggio 2017 di Staff Giovani Impresa

Cassetta di aranceCassetta di arance

Dopo il calo del 10% nelle esportazioni per quanto riguarda i prodotti dell’agroalimentare Made in Italy in Cina nel 2016 è importante, per ristabilire una maggiore equilibrio nella bilancia commerciale, l’apertura del mercato cinese agli agrumi italiani. E’ quanto si afferma in riferimento alla conclusione dei negoziati con la firma di un protocollo di intesa con il ministro dell’Agricoltura della Repubblica Popolare Cinese, Han Changfu annunciato dal Ministero delle Politiche Agricole.

A fronte di importazioni di prodotti agroalimentari cinesi per un importo di 638 milioni di euro per l’Italia il valore delle esportazioni è stato pari a 391 milioni nel 2016, anche se a gennaio 2017 si è registrato un incoraggiante aumento del 19% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il prodotto alimentare cinese più importato in Italia è il concentrato di pomodoro: nel 2016 proprio dalla Cina sono arrivate nel nostro Paese circa 100 milioni di chili di concentrato, con un aumento del 43%, pari a circa il 20% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. Questo prodotto viene poi spacciato come italiano a causa della mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio. Con questa “pratica” a rischio c’è uno dei settori simbolo di quel agroalimentare Made in Italy che è sinonimo di qualità e genuinità, proprio a causa della concorrenza sleale del prodotto importato, ma anche la sicurezza alimentare.

La Cina, infatti, ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari considerati non regolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo alcune elaborazioni effettuate sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Di contro il prodotto agroalimentare Made in italy più richiesto dal gigante asiatico è il “nettare di Bacco” ovvero, il vino, per un importo di 101 milioni di euro nello stesso anno.