Agricoltura, nel Mezzogiorno 26587 imprese guidate da under 35

martedì 21 febbraio 2017 di Redazione Giovani Impresa

Agricoltura, due giovani agricoltoriAgricoltura, due giovani agricoltori

L’ agricoltura del Mezzogiorno è la più giovane d’Italia. Salgono infatti a 26587 le imprese condotte da under 35 nel 2016, ben il 52% di quelle presenti in Italia. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti a commento del Rapporto Ismea Svimez 2015-2016 dal quale si evidenzia che l’agricoltura del Sud è cresciuta piu’ del resto d’Italia. A contribuire a colmare lo storico gap con le regioni del Centro-Nord è stata – sottolinea Coldiretti – la spinta propulsiva delle nuove generazioni alla crescita del settore che si è dimostrato essere il più gettonato dopo il commercio nelle nuove aperture.

Si tratta di un dato, ha dichiarato Maria Letizia Gardoni Presidente dei giovani agricoltori di Coldiretti, che ancora una volta testimonia come l’ agricoltura sia sinonimo di opportunità di crescita e sviluppo di territori e comunità. In modo particolare questi dati dimostrano che il nostro Mezzogiorno può tornare a crescere a partire dalle risorse naturali e dalla creatività delle nuove generazioni.”

Per favorire l’ingresso dei giovani in agricoltura Coldiretti ha costituito una task force per cogliere le opportunità di insediamento nell’agricoltura italiana per almeno ventimila giovani imprenditori entro il 2020 che vengono dall’avvio dei Piani di Sviluppo rurale regionali finanziati dall’Unione Europea.

Gli interventi che si rivolgono a giovani agricoltori tra 18 e 40 anni non compiuti possono arrivare ad offrire – spiega Coldiretti – fino a 70.000 euro a fondo perduto per iniziare l’attività oltre a un contributo a fondo perduto sugli investimenti aziendali che può arrivare fino al 60% ma i giovani potranno accedere inoltre a tutte le altre misure previste sviluppo rurale come consulenza aziendale o la formazione con criteri di priorità. Un sostegno che – precisa Coldiretti – è stato accompagnato di una importante misura nella Legge di stabilità che prevede l’esonero dei contributi previdenziali al 100% per i primi tre anni e poi del 66% e 50% per il quarto e quinto anno, fortemente sostenuta dai giovani di Coldiretti.