Agricoltura italiana, un primato di qualità, ma è allarme prodotti stranieri

lunedì 17 ottobre 2016 di Staff Giovani Impresa

La classifica dei cibi più pericolosi che fanno concorrenza sleale ai prodotti dell'agricoltura italianaLa classifica dei cibi più pericolosi che fanno concorrenza sleale ai prodotti dell'agricoltura italiana

Agricoltura italiana, sinonimo di qualità e sicurezza alimentare garantite da continui controlli, mentre a preoccupare sono i prodotti stranieri: dalle nocciole turche alle arachidi dalla Cina inquinate da aflatossine cancerogene fino alle spezie dall’India, come il peperoncino contaminato da pesticidi oltre i limiti o con problemi da infezioni microbiologiche, salgono sul podio dell’elenco dei prodotti alimentari più a rischio per la salute, che vede al decimo posto il pesce vietnamita, per la presenza di pericolosi livelli di metalli pesanti.
E’ quanto emerge dal dossier Coldiretti su “La classifica dei cibi più pericolosi” sulla base del Rapporto del Ministero della Salute sui sistema di allerta europeo, che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, contaminanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nel 2015.

Se le nocciole e l’altra frutta secca dalla Turchia contaminate da aflatossine cancerogene sono quelle che hanno fatto scattare il maggior numero di allerta comunitari, a seguire da vicino ci sono le arachidi dalla Cina, per lo stesso tipo di pericolo mentre il peperoncino e le altre spezie dall’India, per la presenza di contaminazioni microbiologiche e di residui chimici in eccesso, sono al terzo posto. Una classifica che dovrebbe far riflettere i quasi 35 milioni di italiani, di cui 9,7 milioni regolarmente, che abbinano ingredienti italiani con prodotti provenienti da altri paesi, come ad esempio la curcuma originaria dell’India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero, che sono in gran parte di provenienza cinese.
Per numero di allarmi fatti scattare nel 2015, al quarto posto della classifica si trova il pesce proveniente dalla Spagna che ha fatto registrare soprattutto contenuti fuori norma di metalli pesanti per tonno e pesce spada, mentre preoccupante è la situazione della frutta e verdura proveniente dalla Turchia, con fichi secchi fuori norma per la presenza di aflatossine e i peperoni per i pesticidi.
Al sesto posto la frutta secca proveniente dall’India con l’allarme salmonella scattato nei semi di sesamo, mentre irregolarità per le aflatossine sono state trovate nei pistacchi dall’Iran. Nella frutta e verdura proveniente dall’Egitto che gode di un regime agevolato per l’esportazione in Italia, è stata segnalata la presenza irregolare di pesticidi in prodotti come le olive e le fragole, ma hanno creato problemi anche i pistacchi provenienti dagli Usa, per le aflatossine cancerogene e il pesce dal Vietnam con un eccessivo contenuto di metalli pesanti, che chiude la lista dei dieci cibi più pericolosi.
Fuori dalla classifica vanno però anche segnalati i casi delle erbe e delle spezie come paprika e peperoncino cinesi con pesticidi, i formaggi francesi con contaminazioni microbiologiche, i prodotti alimentari con vendita non autorizzati da parte degli Stati Uniti e il pollame con contaminazioni microbiologiche proveniente dalla Polonia mentre, irregolarità sui contenuti di pesticidi hanno generato allarmi per la frutta e verdura dalla Cina, come broccoli e funghi.

La nostra agricoltura italiana è la più green d’Europa con 285 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di oltre 14 volte quella dei prodotti extracomunitari (5,7%).
“Non c’è più tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero, per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “bisogna liberare le imprese italiane dalla concorrenza sleale delle produzioni straniere realizzate in condizioni di dumping sociale, ambientale con rischi concreti per la sicurezza alimentare dei cittadini”.

ECCO CLASSIFICA DEI CIBI PIU’ PERICOLOSI 

  • Frutta secca proveniente dalla Turchia (nocciole) – Motivazione: aflatossine oltre i limiti
  • Frutta secca proveniente dalla Cina (arachidi) – Motivazione: aflatossine oltre i limiti
  • Erbe officinali e spezie dall’India (peperoncino) – Motivazione: microbiologici/pesticidi oltre i limiti
  • Pesce proveniente dalla Spagna (tonno/pesce spada) – Motivazione: metalli pesanti in eccesso
  • Frutta e verdura dalla Turchia (fichi secchi/peperoni) – Motivazione: aflatossine e pesticidi oltre i limiti
  • Frutta secca proveniente dall’India (semi di sesamo) – Motivazione: contaminazione salmonella
  • Frutta secca proveniente dall’Iran (pistacchi) – Motivazione: aflatossine oltre i limiti
  • Frutta e verdura da Egitto (olive e fragole) – Motivazione: pesticidi oltre i limiti
  • Frutta secca proveniente dagli Stati Uniti (pistacchi) – Motivazione: aflatossine oltre i limiti
  • Pesce proveniente dal Vietnam (pangasio) – Motivazione: metalli pesanti in eccesso
  • Erbe e spezie dalla Cina (paprika/peperoncino) – Motivazione: microbiologici/pesticidi oltre i limiti
  • Latte proveniente dalla Francia (formaggi) – Motivazione: contaminazioni microbiologiche
  • Novel food proveniente dagli Stati Uniti – Motivazione: sostanze non autorizzate
  • Pollame proveniente dalla Polonia – Motivazione: contaminazioni microbiologiche
  • Frutta e verdura proveniente dalla Cina (broccoli/funghi) – Motivazione: pesticidi oltre i limiti

Fonte. Elaborazioni Coldiretti su dati Ministero della Salute