Agricoltura e innovazione: il punto di vista di Maria Letizia Gardoni

domenica 16 luglio 2017 di Staff Giovani Impresa

Agricoltura e Innovazione: intervista a Maria Letizia GardoniAgricoltura e Innovazione: intervista a Maria Letizia Gardoni

Agricoltura e innovazione, o meglio, il mondo agricolo che ha saputo di fatto reinventarsi e rinnovarsi completamente negli ultimi 15/20 anni”. Comincia con queste parole il discorso che Maria Letizia Gardoni – Presidente dei Giovani di Coldiretti – ha fatto durante il wwworkersCamp 2017 a Montecitorio, lo scorso 8 giugno. “Un mondo agricolo che ha saputo reinventarsi grazie a soprattutto all’utilizzo delle nuove tecnologie, al ricorso delle nuove competenze ad un nuovo sistema formativo, ma soprattutto ad una consapevolezza delle nuove generazioni di giovani imprenditori agricoli, che sanno di avere a che fare con il bene comune per eccellenza che è il cibo e, quindi sanno che da ogni loro gesto dipende il benessere, ma anche la qualità della vita delle tante persone a cui oggi gli imprenditori agricoli si rivolgono. Parliamo – ha proseguito la Gardoni –  di imprenditori che hanno a che fare soprattutto con il cibo, ma anche con le risorse naturali, con le gestioni dei territori con la manutenzione dei paesaggi, ma anche con la capacità di mantenere viva una tradizione, la tradizione rurale, contadina, tipica del nostro Paese, ma in grado comunque oggi di essere moderna e contemporanea proprio perché può dare nuove risposte alle esigenze di una società che è cambiata, ma soprattutto che è in grado di essere al passo con le nuove innovazioni che oggi il mondo del lavoro ci ricorda”.

Quella di cui parla Maria Letizia Gardoni, è “un’agricoltura che ha a che fare sicuramente con due ambienti: uno molto pragmatico, molto pratico che è appunto l’ambiente rurale del nostro territorio, del nostro Paese, e uno virtuale, dove oggi le nostre aziende agricole si affacciano e dove possono vendere prodotti, ma soprattutto dove possono presentarsi al mondo, raccontando con estrema personalizzazione della qualità delle proprie produzioni”. Prima di concludere il suo intervento la Presidente dei Giovani di Coldiretti si è soffermata sul concetto di qualità: “il concetto di qualità di una produzione che non è più di massa, ma una produzione personalizzata torna a gran voce, perché oggi l’agroalimentare italiano si distingue nel mondo perché ha a che fare con il grande valore della distintività. Un valore che ci distingue dalle grandi produzioni di massa di altri Paesi, che hanno superfici agricole molto più ampie dell’Italia, ma il nostro Paese può contare sul grande carico di biodiversità che ha al suo interno e su questo gli imprenditori agricoli stanno investendo e lo stanno facendo appunto con un nuovo modello di impresa, con una nuova concezione del lavoro e con una nuova figura culturale anche dell’imprenditore“.